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Il Senato vota sì: Berlusconi non è più Senatore

Il Senato ha deciso: Silvio Berlusconi, a partire da oggi pomeriggio, non è più un parlamentare italiano. Questa la scelta presa dalla maggioranza dei senatori, riuniti oggi a Palazzo Madama, che hanno votato per la decadenza del Cavaliere da Senatore.

Il Senato vota sì: Berlusconi non è più Senatore

Silvio Berlusconi ha perso lo status di parlamentare. La ha deciso oggi il Senato, riunito nella sua totalità in Aula, a Palazzo Madama, con non poche difficoltà. Ma, nonostante i tentativi di Forza Italia e di Nuovo Centrodestra di rimandare ancora e di far cambiare idea ai membri del Senato, alla fine il verdetto ha decretato la decadenza del Cavaliere da Senatore.
Ma Loredana De Petris di Sel, durante la votazione, ha voluto precisare che «il berlusconismo non decade con Berlusconi: non sarà cancellato con una sentenza o una decadenza. Il populismo, l'annichilimento delle funzioni del Parlamento, l'esaltazione culturale della ricerca cinica della ricchezza, sono ancora tutte qui. Superare il berlusconismo è compito della politica: è la sfida che abbiamo davanti a noi. Oggi voteremo per la decadenza perché i cittadini sappiano che la legge è uguale per tutti e che finalmente in questo Parlamento non si faranno più leggi ad personam».

La votazione
È stata una giornata lunga, forse una delle più lunghe della carriera di Silvio Berlusconi, quella di oggi in cui si è votato per la decadenza. I lavori in Senato sono cominciati questa mattina e solo nel tardo pomeriggio si è giunti al verdetto. Sono stati ben 9 gli ordini del giorno contrari alla decisione della Giunta, che si era esposta a favore della decadenza del leader di Forza Italia, tutti respinti dalla maggioranza del Senato.

Il dibattito in Aula è stato piuttosto animato e piuttosto peculiare: i Senatori, anche quelli a vita, erano tutti presenti; fatto che ha scatenato l'ira dei membri di Forza Italia, indignati di fronte a “tale accanimento”. Alle 15:30 sono poi cominciate le dichiarazioni di voto e, subito dopo, si è passati alla votazione con la quale si è presa la decisione finale. Silvio Berlusconi ha pertanto perso lo status di parlamentare e verrà sostituito da Salvatore Di Giacomo il primo dei non eletti in Molise, regione dove il Cavaliere aveva deciso di risultare proclamato.

Sì alla decadenza di Berlusconi

Le reazioni
Dure, ma inutili, le reazioni di Forza Italia di fronte alla decadenza del loro leader. «Consegnando lui, consegnate voi stessi. Assecondando la crociata della magistratura, assecondate il principio della selezione giudiziaria delle leadership. Domani potrà toccare a ciascuno di voi, a ciascuno di noi. Stiamo rinunciando alle prerogative del Parlamento e la democrazia non sarà mai più al sicuro. Consegnando Berlusconi, consegnate la libertà, la vostra e la nostra». Queste le parole di Annamaria Bernini, la quale si è fatta portavoce di Forza Italia in Senato
Anche Nuovo Centrodestra, l'altro partito nato dopo la spaccatura del Pdl, ha giudicato negativamente la decisione. «È una pagina buia nella storia della nostra democrazia parlamentare», ha dichiarato il senatore Renato Schifani.

Negli altri partiti la gioia è invece tanta, accompagnata dalla consapevolezza di aver fatto la cosa giusta. «Il voto sulla decadenza è un nostro dovere nei confronti della legalità – ha dichiarato Luigi Zanda, capogruppo del Pd – ed è la prima volta che sento definire "colpo di Stato" la rigorosa applicazione delle legge». Sulla stessa linea di pensiero anche Paola Taverna, capogruppo del Movimento 5 Stelle al Senato, che nella sua dichiarazione di voto ha dichiarato: «Signor Berlusconi, accetti la decadenza. Questa non è una vendetta, qui non c'è nessuna ingiustizia e persecuzione, qui ci sono solo cittadini italiani che vogliono riprendersi il proprio presente, altrimenti non avranno più un futuro».

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
TAG  berlusconi  
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