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Riforma Universitaria

Cosa cambierà in ambito scolastico se verrà approvata la legge 133? Perché gli studenti e i ricercatori scendono in piazza per protestare contro la riforma Gelmini? Ecco qualche chiarimento.

Riforma Universitaria

 

Proteste, cortei, lezioni in strada, sospensione delle lezioni: queste le conseguenze della Legge 133.


E' il 6 agosto di quest'anno quando l'ex decreto Brunetta viene approvato e diventa legge, legge che se non verrà abrogata, porterà parecchi e sostanziali cambi nell'ambito universitario, ma non solo. Come riportato nella Gazzetta Ufficiale:


Legge 6 agosto 2008, n. 133

"Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria"


Questo vuol dire che gli ambiti toccati da queste riforme sono tra i più diversi, come l'internazionalizzazione d'imprese, le installazioni di reti di comunicazione a banda larga, la sorveglianza dei prezzi, l'energia, la TAV e così via.


Rimanendo nel campo dell'istruzione universitaria questi sono i punti che vengono aspramente contestati:


Art. 16.Facoltà di trasformazione in fondazioni delle università

1. In attuazione dell'articolo 33 della Costituzione, nel rispetto delle leggi vigenti e dell'autonomia didattica, scientifica, organizzativa e finanziaria, le Università pubbliche possono deliberare la propria trasformazione in fondazioni di diritto privato. La delibera di trasformazione e' adottata dal Senato accademico a maggioranza assoluta ed e' approvata con decreto del Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze. La trasformazione opera a decorrere dal 1° gennaio dell'anno successivo a quello di adozione della delibera.

2. Le fondazioni universitarie subentrano in tutti i rapporti attivi e passivi e nella titolarità del patrimonio dell'Università. Al fondo di dotazione delle fondazioni universitarie e' trasferita, con decreto dell'Agenzia del demanio, la proprietà dei beni immobili già in uso alle Università trasformate.

3. Gli atti di trasformazione e di trasferimento degli immobili e tutte le operazioni ad essi connesse sono esenti da imposte e tasse.

[...]

9. La gestione economico-finanziaria delle fondazioni universitarie assicura l'equilibrio di bilancio. Il bilancio viene redatto con periodicità annuale. Resta fermo il sistema di finanziamento pubblico; a tal fine, costituisce elemento di valutazione, a fini perequativi, l'entità dei finanziamenti privati di ciascuna fondazione.

[...]

13. Fino alla stipulazione del primo contratto collettivo di lavoro, al personale amministrativo delle fondazioni universitarie si applica il trattamento economico e giuridico vigente alla data di entrata in vigore del presente decreto.

  1. Alle fondazioni universitarie continuano ad applicarsi tutte le disposizioni vigenti per le Università statali in quanto compatibili con il presente articolo e con la natura privatistica delle fondazioni medesime.



Art. 66.Turn over

[...]

7. Il comma 102 dell'articolo 3 della legge 24 dicembre 2007, n. 244, e' sostituito dal seguente: «Per gli anni 2010 e 2011, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, per ciascun anno, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 20 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere, per ciascun anno, il 20 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.

[...]

9. Per l'anno 2012, le amministrazioni di cui all'articolo 1, comma 523 della legge 27 dicembre 2006, n. 296, possono procedere, previo effettivo svolgimento delle procedure di mobilità, ad assunzioni di personale a tempo indeterminato nel limite di un contingente di personale complessivamente corrispondente ad una spesa pari al 50 per cento di quella relativa al personale cessato nell'anno precedente. In ogni caso il numero delle unità di personale da assumere non può eccedere il 50 per cento delle unità cessate nell'anno precedente.

[...]



Attualmente per diventare ricercatore ci vogliono all'incirca 8-10 anni, poi ci sono concorsi a numero limitato da sostenere, precariato da sopportare, e solo verso i 35-38 anni d'età si arriva ad essere un ricercatore confermato. Se la legge 133 entrerà in vigore con il turnover al 20% ogni 5 pensionamenti ci sarà al massimo una nuovo elemento, il budget non sarà necessario a bandire nuovi concorsi per la ricerca, quindi molti corsi rimarranno scoperti, dei corsi di laurea verranno chiusi o riorganizzati radicalmente e non ci sarà sufficiente ricambio generazionale.


Gli studenti lamentano che la legge porti a riforme interne universitarie obbligate, che portino anche chi è già iscritto ad affrontare il rischio di non potersi laureare.

Inoltre ci sarà un numero chiuso d'accesso obbligatorio, personale in meno quindi meno assistenza e minore tempo disponibile dei docente/assistente per gli studenti.

Le università potrebbero sopperire la diminuzione di fondi aumentando le tasse e quindi l'accesso verrà precluso agli studenti con meno possibilità economiche.


Le città universitarie centro delle maggiori proteste sono diverse.

Roma, dove gli studenti della Sapienza chiedono la sospensione delle lezioni e sono stati affiancati nei cortei anche dai ricercatori.

A Firenze sono state organizzate vere e proprie lezioni in piazza, per coinvolgere i cittadini e per manifestare a favore dell'istruzione aperta a tutti.

Pisa, dove sono stati organizzati cortei che hanno anche bloccato i binari della stazione e dove il rettore ha annunciato che la consueta cerimonia d'apertura dell'anno accademico salterà.

A Bologna diverse sedi universitarie sono state occupate in segno di protesta.

A Genova oltre ai cortei prosegue il blocco della didattica per alcune facoltà.

Gli studenti di Napoli hanno organizzato una fiaccolata contro la riforma Gelmini, che attraverserà le vie cittadine.

A Parma, Torino, Bari, Padova, Perugia e altre città continuano assemblee di lavoratori, studenti e addirittura genitori, per discutere la riforma e non solo protestare, ma trovare delle proposte concrete e possibili da proporre per ovviare ai disagi che questa ormai famigerata legge 133 potrebbe portare.

 

I pensieri vanno automaticamente e inevitabilmente alle rivolte studentesche del '68.

 

Di Ilaria © Riproduzione Riservata
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