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Referendum: il quorum non è stato raggiunto per nessuno dei tre quesiti proposti.

Referendum: il quorum non è stato raggiunto per nessuno dei tre quesiti proposti.

Referendum sistema elettorale
Come previsto, i quesiti elettorali non arrivano alla soglia del 50% dei voti. Quindi, con una affluenza al 23,4% per i primi due quesiti (il terzo arriva al 24,1%) il referendum è fallito. Per l'esultanza di quei partiti che si erano opposti ai quesiti con tutte le forze. Dalla Lega Nord all'Udc. Come noto i quesiti referendari si riferivano alla modifica di alcune norme del sistema elettorale italiano e nello specifico: il primo ed il secondo erano inerenti al premio di maggioranza nelle elezioni politiche (da attribuire al partito maggiormente suffragato anziché alla coalizione) mentre il terzo proponeva l’inserimento del divieto di presentare candidature in più circoscrizioni contemporaneamente nelle elezioni politiche.

I quesiti avevano immediatamente creato schieramenti trasversali: i piccoli partiti si opponevano alle modifiche proposte dal Referendum mentre i grandi partiti guardavano alle stesse con molto favore.

Il risultato, ormai ufficiale, mostra la scarsa attenzione posta dagli elettori agli argomenti referendari e probabilmente mette anche in evidenza l’inefficacia dello strumento referendum che troppo spesso non porta ad alcun risultato concreto.
Tale risultato è ancor più significativo se si considera che in numerosi circoscrizioni gli elettori si erano recati ai seggi per i ballottaggi delle elezioni comunali e provinciali. In merito ai risultati ottenuti dalla consultazione non si sono fatti attendere i commenti politici che si sono concentrati non solo sul valore del voto attuale ma hanno anche espresso giudizi in merito alle modifiche da eseguire al fine di rendere maggiormente efficace lo strumento referendario che molto spesso rappresenta esclusivamente una fonte di costi organizzativi.
Referendum non ha raggiunto il quorum
I primi commenti, molto polemici, derivano dagli organizzatori del referendum che per bocca del presidente del Comitato per il referendum, Giovanni Guzzetta, hanno affermato: "Siamo stati sconfitti, ma oggi non c'e' nessun vincitore: ha vinto la rassegnazione e il disgusto per la politica, ma soprattutto un disegno politico contro il referendum''. Il presidente ha inoltre ringraziato gli oltre 11 milioni di cittadini che sono andati a votare ''9 milioni dei quali si sono espressi per il Si' con punte fino a 10 milioni per il terzo quesito''.

A tali affermazioni ha risposto il Ministro dell’Interno Maroni che difendendo il suo operato ha affermato: "Tutto si è svolto correttamente, denuncerò chi ha insultato me e il Viminale". Poi in relazione all'affluenza ("Il 23% è record negativo") lo stesso Ministro ha preannunciato una iniziativa per modificare l'istituto referendario.

Numerosi gli interventi politici in merito ai risultati della consultazione:
Per Calderoli (Lega): "Per come era stato presentato questo referendum sembrava essere stato concepito per cercare di distruggere la Lega e pertanto, visto il risultato che si sta profilando, possiamo dire che questa è un'altra vittoria per la Lega".

"Il referendum è fallito miseramente - dice Casini, leader Udc - e ancora una volta sono stati spesi migliaia e migliaia di euro degli italiani per una elezione inutile". "Il bipartitismo è stato bocciato e speriamo che i promotori si mettano il cuore in pace e non evochino complotti".

Anche Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione Comunista, parla di sconfitta per il bipartitismo: "L'ipotesi bipartitica era già stata sepolta una prima volta dalle urne 15 giorni fa con il voto alle Europee, oggi viene seppellita dall'astensione sul referendum".
Quorum non raggiunto dal referendum
Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone auspica che si rifletta sui motivi che hanno "indebolito lo strumento del referendum, che in futuro va assolutamente salvaguardato".

Secondo il Presidente della Camera, Gianfranco Fini, invece, i motivi vanno ricercati in primo luogo, nei "quesiti troppo tecnici e i cittadini non sempre li comprendono a pieno''. In secondi luogo, dice Fini (che ha votato sì), "credo che rinunciare a partecipare sia sinonimo di una certa stanchezza nei confronti del dibattito politico, nel funzionamento della democrazia, che ci deve far riflettere".

Per Massimo D'Alema, il risultato "non era scontato ma prevedibile". Anche l'esponente del Pd dice che l' "istituto del referendum va rivisto nel senso che bisogna alzare il numero delle firme, per renderlo agibile solo in circostanze straordinarie, e eliminare il quorum che è uno strumento per annullare il voto popolare". Comunque sia, conclude l'ex premier, "si dovrebbe tornare a discutere in Parlamento perché questa legge elettorale è pessima".

 

 

 

Per discutere le vostre opinioni in merito a quest'ultimo referendum potete scrivere sul forum alla discussione Referendum: quorum non raggiunto.

Di © Riproduzione Riservata
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