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Scozia: oggi il referendum per l'indipendenza

Scozzesi alle urne: dalle 8 alle 23 oggi si vota il referendum per l'indipendenza dalla Gran Bretagna. In vantaggio gli unionisti

Scozia: oggi il referendum per l'indipendenza

La Scozia è giunta stamattina al suo appuntamento con la Storia. Gli scozzesi sono chiamati alle urne per decidere della loro indipendenza o meno dalla Gran Bretagna. Una crocetta, quella che metteranno gli elettori sul “sì” o sul “no” del referendum, destinata in ogni caso a lasciare un solco indelebile nella storia dell'isola britannica. Si prospetta una giornata di fuoco quindi per il Regno Unito i cui responsi sono tutt'altro che scritti.

Il referendum
Si sono aperte alle 8:00 (ora italiana) le urne scozzesi e si chiuderanno alle 23:00 italiane di stasera. 15 ore per decidere il destino del popolo scozzese: rimanere con la Gran Bretagna o far crollare il Regno Unito, avviandosi verso un futuro incerto ma non per questo apocalittico. Per ora i sondaggi danno leggermente in vantaggio gli unionisti sui separatisti: si è calcolato un 52% per i “no” e un 48% per i “sì”. Ma c'è un'incognita, la più grande, quella che probabilmente determinerà il risultato finale: il “partito” degli indecisi, stimato in una percentuale che va dall'8% al 14%.
Ancora tanta insicurezza regna sul risultato, ma una cosa già la sappiamo: il 97% dell'elettorato si è registrato al voto. Un dato che ha ben pochi precedenti e che basta a far entrare questo referendum nella storia, a prescindere dal risultato. Un dato significativo di quanto gli scozzesi sentano la causa dell'indipendenza.

Le due fazioni
Solo uno dei due trionferà: da una parte l’indipendentista Alex Salmond, leader dell'Snp, che ha esortato gli elettori con una lettera aperta. «Let’s do it», ha detto agli scozzesi, cercando di svegliare in loro un certo patriottismo e di convincere anche i più preoccupati di quel che sarà. «Lo spazio per le parole – scrive Salmond - è quasi esaurito. Restiamo noi: la gente che vive e lavora qui. Gli unici che votano, coloro che contano. Il futuro della Scozia, il nostro paese, è nelle nostre mani».

Dall'altra parte David Cameron, che ha ammesso la sua profonda preoccupazione dichiarando però che non si dimetterà in caso di sconfitta. «Let’s stick together» è il suo motto, restiamo insieme. «La Gran Bretagna – ha dichiarato il primo ministro britannico - è diventata tale grazie alla grandezza della Scozia. Grazie ai pensatori, scrittori, artisti, leader, soldati, inventori, che hanno reso grande questo Paese...e grazie ai milioni di persone che hanno svolto il loro ruolo in questa storia di straordinario successo». Cameron ha poi fatto appello alle coscienze degli elettori, invitandoli a pensare «al futuro dei loro figli e dei loro nipoti» che, in caso di vittoria del “sì”, sarà contrassegnato da un grande punto di domanda.

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
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