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Divorzio breve: un referendum per attuarlo

Partirà il 7 giugno la raccolta firme per il Referendum sul divorzio breve. L'iniziativa dei Radicali Italiani prevede anche altri quesiti referendari.

Divorzio breve: un referendum per attuarlo

Eliminare i tre anni di separazione necessari ad ottenere un divorzio. E' ciò che chiedono i Radicali Italiani e ciò per cui, dal 7 giugno, gli italiani saranno chiamati a firmare per le strade delle loro città. Come 40 anni fa, quindi, si ricorre al referendum per trattare una materia delicata, ma mai come adesso ricorrente, come quella del divorzio.
Sempre di più, infatti, sono i tempi burocratici che una coppia deve aspettare per ottenere il divorzio: si va dai quattro anni per un divorzio consensuale fino ai dieci – se non oltre – per uno giudiziario.
I Radicali Italiani, insieme ai membri del Psi, non ci stanno. Per questo dal 7 giugno le strade italiane saranno “invase” da banchetti al fine di raggiungere il quorum delle 500mila firme necessarie.

Referendum per divorzio

Il quesito referendario
«Volete che sia abrogata la legge 1° dicembre 1970, n. 898, limitatamente all’articolo 3, numero 2), lettera b), primo capoverso:“In tutti i predetti casi, per la proposizione della domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio, le separazioni devono essersi protratte ininterrottamente da almeno tre anni a far tempo dalla avvenuta comparizione dei coniugi innanzi al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale anche quando il giudizio contenzioso si sia trasformato in consensuale. L’eventuale interruzione della separazione deve essere eccepita dalla parte convenuta?».
Questa la domanda che i Radicali Italiani hanno posto ai cittadini del Bel Paese. In parole “spicciole”, ciò che si chiede agli italiani è di firmare per abolire i tre anni di separazione obbligatoria prima della richiesta di divorzio – la cui domanda potrebbe essere fatta contestualmente alla separazione – al fine di «ridurre il carico giudiziario e sociale connesso alla durata dei procedimenti di divorzio».
Mario Staderini, segretario di Radicali Liberi, ha dichiarato che in questo modo «i cittadini non dovranno più pagare gli avvocati per le cause di separazione e lo Stato risparmierà 100 milioni di euro l'anno, con un notevole abbattimento del contenzioso civile».

Referendum per divorzio

Gli altri punti del Referendum
Il Referendum proposto dai Radicali Italiani toccherà anche altre, importanti questioni. Oltre al divorzio breve, gli italiani saranno chiamati a mettere la propria firma anche per quanto riguarda l'abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, la libera scelta di destinazione dell'8xMille, la disciplina del soggiorno degli stranieri non appartenenti alla Ue e la lotta all'irregolarità dei lavoratori migranti, ed infine l'eliminazione del carcere per le violazioni per fatti di lieve entità della normativa sugli stupefacenti.
Ma non finisce qui: i Radicali Italiani hanno depositato lo scorso mese in Cassazione altri cinque quesiti referendari “per una giustizia giusta”, concernenti la responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle carriere dei magistrati, il ridimensionamento della custodia cautelare, l'abolizione dell’ergastolo e la richiesta di misure restrittive per i magistrati fuori ruolo.

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
TAG  divorzio  
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