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India: dodicenne violentata e bruciata

Violentata e poi bruciata: è ciò che è accaduto ad una giovane indiana di soli 12 anni nei pressi di Calcutta. Le ustioni hanno provocato la morte della ragazza, incinta di un mese.

India: dodicenne violentata e bruciata

È accaduta a Madhyagram, non lontano da Calcutta, l'ennesima tragedia causata da una violenza su una donna. La vittima è una ragazza di soli 12 anni, violentata per tre volte e poi data alle fiamme. I sei uomini colpevoli sono stati arrestati ma numerosi sono i manifestanti scesi in piazza per dire basta a un susseguirsi di episodi di cui quello di Calcutta è solo la goccia che fa traboccare il vaso.

La ricostruzione dei fatti
Era stata violentata il 26 ottobre nella sua abitazione da sei uomini, e poi ancora il giorno successivo per mano dello stesso branco, quando stava tornando a casa dopo aver denunciato al commissariato lo stupro. È la drammatica storia di una giovane indiana, di soli 12 anni (e non 16, come avevano inizialmente riportato i giornali); una storia che ha avuto negli ultimi giorni di dicembre il suo tragico finale. Il 23 del mese due delle persone del branco che già l'aveva aggredita ad ottobre sono entrate nuovamente nella sua abitazione, l'hanno violentata e poi le hanno dato fuoco.
Il loro tentativo era quello di simulare un suicidio, ma qualcosa gli è andato storto: il 19 dicembre, in un raro momento di lucidità, la ragazza ha fatto agli agenti i nomi e i cognomi dei due stupratori. Si è poi spenta l'ultimo dell'anno, quando le infezioni dovute alle ustioni si sono sparse nel corpo e gli organi interni hanno smesso di funzionare. L'autopsia ha poi mostrato che la ragazza era incinta di un mese: il feto è stato prelevato per ulteriori indagini e il DNA verrà confrontato con quello dei due stupratori.

Precedenti e misure precauzionali
Non è un episodio isolato quello avvenuto lo scorso 23 dicembre nei pressi di Calcutta: negli ultimi mesi l'India si è fatta teatro di molti altri simili drammi; a cominciare da quanto avvenuto lo scorso agosto a bordo di un treno nell'India centrale, dove una bambina di soli 7 anni era stata stuprata. Per non dimenticare la tragedia dello scorso anno quando, a bordo di un autobus a New Delhi, una ventitreenne era stata stuprata da un branco così violentemente da essere morta pochi giorni dopo. Si tratta solo di una minuscola percentuale di quanto avvenuto nell'ultimo anno: secondo il National crime records bureau, in India i reati sessuali dell'ultimo anno ammontano a oltre 25mila, con un picco nella città di New Delhi che conta più di 600 casi.

Il governo perciò, spinto dall'ira dei manifestanti, ha deciso di prendere qualche misura precauzionale. Dopo la legge entrata in vigore lo scorso aprile con la quale si puniscono numerose forme di violenza contro le donne, tra cui gli attacchi con l’acido, lo stalking e il voyeurismo, ieri il ministro delle Finanze P. Chidambaram ha fatto sapere che il governo ha approvato la proposta di istallare dispositivi Gps e telecamere all'interno dei mezzi pubblici. Questo progetto, ideato per tutelare le donne indiane sempre più vittime di violenze, sarà finanziato con i soldi del fondo istituito nei mesi scorsi dopo l'incidente di New Delhi.

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
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