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#paroledasalvare: il progetto Zanichelli per "salvare" l'Italiano

Un progetto per tutelare la nostra lingua dalle troppe influenze esterne, imparando a utilizzare bene le parole e (ri)valutarne tante altre in via di estinzione

#paroledasalvare: il progetto Zanichelli per "salvare" l'Italiano

Adombrarsi, avvezzo, foriero, florilegio, icastico, irretire, ondivago, orpello, recalcitrare, pusillanime, salamelecco: sono oltre 3mila (per l'esattezza 3.126), le parole accompagnate dal simbolo di un fiorellino (♣) nell’edizione 2020 del vocabolario Zingarelli. Un simbolo che contrassegna quei termini come "parole da salvare", vocaboli della nostra bellissima (e difficilissima!) lingua sempre meno presenti nell'uso scritto, orale e nei mezzi di informazione. Parole spesso trascurate a favore di sinonimi più intuitivi, ma più generici e meno ricchi di sfumature espressive.

È per questo che fino al 2 novembre la casa editrice, nata nel 1859 dall’omonimo libraio modenese, ha deciso di portare in giro per l'Italia da nord a sud, il progetto #paroledasalvare. Di cosa si tratta?

 

Un maxi vocabolario in piazza

Come si può direttamente intervenire per far sì che l'Italiano non si impoverisca e, con lui, anche le nostre capacità di comunicazione? Passeggiando per le città che ospitano questa iniziativa, si incontrerà l'#AreaZ dove troneggia un gigantesco vocabolario aperto. Sulla sua quarta di copertina, un monitor touchscreen  consente di visualizzare a rotazione cinque dei 3126 lemmi da salvare. Una volta scelta la propria parola, sarà possibile postarla, con il suo significato, sui propri canali Facebook e Instagram direttamente dallo schermo.

Per chi invece ai social network preferisce le reti... tradizionali Zanichelli ha pensato alle "classiche" cartoline: ogni cartolina conterrà una parola da salvare, con il suo significato, da affrancare e spedire.

Obiettivo? Salvare l'italiano!

#parolesdasalvare ha l'obiettivo di far conoscere una parte meno nota del patrimonio lessicale italiano invitando al suo utilizzo, per ritrovare il gusto di prediligere parole meno consuete ma più ricche nel significato e capaci di arricchire il proprio modo di comunicare. "Abbindolare" (che rinvia al “bindolo”, l'arcolaio che girava per dipanare una matassa trasformandola in gomitolo), al posto di “prendere in giro” o "adombrarsi" , ne è un esempio: «Ampliare il proprio lessico significa arricchire gli strumenti a disposizione per sviluppare la propria personalità e migliorare la propria capacità di comprensione», spiegano da Zanichelli.

 

Appuntamenti

Ancora tre possibilità per intervenire "direttamente" sui lemmi da salvare: il maxi dizionario sarà infatti esposto a breve a Firenze (12 – 19 ottobre), poi Bari (20 - 26 ottobre) e infine Palermo (28 ottobre – 2 novembre).

Di , © Riproduzione Riservata
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