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Calderoli: la Kyenge? Sembra un orango

Gravi le dichiarazioni del vice presidente del Senato, Roberto Calderoli, le quali sono state duramente criticate da numerosi politici italiani, tra cui Napolitano e Letta.

Calderoli: la Kyenge? Sembra un orango

«La Kyenge? Quando la vedo non posso che pensare ad un orango». Sono le parole del leghista Roberto Calderoli, vice-presidente del Senato, che durante la festa del suo partito a Treviglio è tornato ancora a parlare della ministra. Parole pesanti, le sue, che hanno scatenato non poche reazioni all'interno del Governo. «Episodi come questi sono il sintomo dell'imbarbarimento della vita civile», ha dichiarato il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale ha fatto sapere di essere profondamente indignato. Come lui anche il premier Enrico Letta, il quale ha definito «inaccettabili oltre ogni limite le parole di Calderoli», ed ha incitato la ministra dell'integrazione con un: «avanti Cecile col tuo lavoro! Siamo con te».
Per questi motivi a Roberto Calderoli è stato chiesto di dare le dimissioni, ma il leghista ha dichiarato di non essere minimamente intenzionato a lasciare la sua carica istituzionale.



Le dichiarazioni di Calderoli
Roberto Calderoli ha passato l'intera giornata di ieri a tentare di giustificarsi. «Ho fatto una battuta – ha dichiarato il vice-presidente del Senato - magari infelice, ma da comizio, questo è stato subito chiaro a tutti. Non volevo offendere e se Kyenge si è offesa me ne scuso, ma la mia battuta si è inserita in un ben più articolato intervento di critica al ministro».
Ha dichiarato di aver telefonato alla Kyenge per scusarsi personalmente e darle appuntamento per un confronto diretto e leale. Nonostante questo, però, il leghista Calderoli non ha rinunciato a farsi scappare una seconda “battuta” in un'intervista a Radio Capital. «Sarebbe un'ottima ministra... in Congo. Va benissimo come ministro ma a casa propria», ha dichiarato ai microfoni della radio, continuando a insistere sul colore di pelle della Kyenge.

La reazione della ministra Kyenge
«Mi sono svegliata con l'idea di passare una bella domenica, e invece... Il punto è che dobbiamo correggere il linguaggio politico. Sono disponibile al confronto, ma che si basi sui contenuti e non sulle offese. È arrivato il momento di dire basta». La ministra ha deciso di replicare, stufa dell'ennesimo giudizio negativo basato sul colore della sua pelle, piuttosto che sul lavoro svolto.
«Non mi rivolgo alla persona – ha dichiarato la Kyenge, riferendosi a Calderoli - ma alla carica istituzionale che ricopre, per invitarlo a fare una riflessione profonda. Da queste sedie rappresentiamo l'Italia, parliamo a nome dei cittadini. E le parole hanno un peso».

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
TAG  razzismo   governo  
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