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Nonne, mamme e figlie allo stesso tempo

La società moderna porta a coprire diversi ruoli contemporaneamente all'interno della famiglia: come gestirli?

Nonne, mamme e figlie allo stesso tempo

Dopo la mezza età molte donne si trovano a rivestire nello stesso tempo più ruoli, così diversi tra loro. A causa delle nuove dinamiche demografiche e di una società sempre più complessa ci sono molte donne che sono nonne, mamme e figlie allo stesso tempo. Tutto ciò le rende però ancora più attive e multitasking.


Non stiamo parlando di una frammentazione dell'io, ma della condizione di molte italiane sixtysomething, familiarmente multiple. Ci sono sempre più donne, infatti, intorno ai 60-65 anni che si trovano a rappresentare nella loro sfera affettiva più ruoli contemporaneamente: ci sono figli grandi, diventati a loro volta genitori che le hanno rese nonne. Ci sono magari figli di ritorno, cioè rientrati in casa dopo una separazione o perché hanno perso il lavoro. Ci sono quindi nipoti da accudire e, per l'allungarsi della vita, ci sono genitori ormai anziani, non sempre autosufficienti, spesso bisognosi di cure e attenzioni. Insomma la donna è mobile e nemmeno a 60 anni e passa può fermarsi, oggi più che mai.

La società
Che piaccia o meno è questo lo spaccato di molte senior di oggi, forse la prima generazione di donne così attive, responsabilizzate e multitasking in un'età in cui le loro madri si consideravano già in declino. Tutto ciò potrebbe essere vissuto come una condanna, ma è bene trovare il modo di renderlo una risorsa.
Questo carico di responsabilità ha un effetto negativo sullo stress, con tutte queste persone che dipendono da lei, la donna si sente sotto pressione, rischiando anche problemi di ansia che troppo spesso vengono sottovalutati.
Oltretutto, per cultura, la donna italiana si sente in colpa se trascura l'accudimento o trasgredisce l'immagine del focolare, e guai a demandare e deludere.
Altra specificità italiana è l'attaccamento alla famiglia, caratteristica in parte positiva e indice di una società capace di legami “caldi” e coesi, che però degenera anche nell'ormai trita polemica sui figli perennemente bisognosi di appoggio, anche economico.


Sempre in prima linea
Il primo problema sembrerebbe essere legato al ruolo di madre: fino a qualche tempo fa i figli erano indipendenti, magari genitori a loro volta, entro i 30 anni e l'impegno in prima linea di una madre sessantenne era senz'altro minore. Oggi, invece, sono molti quelli non giovanissimi ma ancora a carico, sia per motivi economici che familiari, o comunque quei figli che a loro volta hanno deciso di avere dei bambini ma che impegnati a districarsi tra affollamento degli asili e costo delle tate, si aggrappano ai nonni baby sitter.

Genitori a carico

La stessa nonna, poi si ritrasforma in figlia, sempre dal punto di vista delle responsabilità, quando deve prendersi cura dei genitori, ormai anch'essi a carico, e talvolta capita che i ruoli si invertano e si diventi genitori dei propri genitori.
Tutto ciò crea diversi conflitti tra il proprio bisogno di spazio, autonomia e benessere e il prendersi cura di chi ci ha messo al mondo. E se si è costretti a farsi aiutare da una badante, ci si sente anche in colpa.

Effetto rivitalizzante
Se da una parte in questo modo aumentano compiti e responsabilità, dall'altra parte c'è la possibilità di vivere una maturità più intensa, ricca e stimolante. La chiave è trovare il giusto equilibrio tra rispetto di sé e voglia di essere utili. Quindi bene fare, ma male se si strafa, e concedersi di dire “questo non me la sento più di farlo!”.

Da leggere: Nonne, di Anna di Cagno, edito da Morellini e Donne e nonne!, di Claudia Alemani e Maria Cristina Fedrigotti.

Di © Riproduzione Riservata
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