Home » Società » Attualità » Morto Nicholas Winton, lo "Schindler inglese" che salvò 700 bambini

Morto Nicholas Winton, lo "Schindler inglese" che salvò 700 bambini

Non si sentiva un eroe, ma lo era: Nicholas Winton, 700 bambini salvati durante l'Olocausto, si è spento ieri all'età di 106 anni

Morto Nicholas Winton, lo "Schindler inglese" che salvò 700 bambini

Ha salvato 669 vite dall'Olocausto e si è spento ieri, mercoledì 1 luglio, nell'ospedale di Slough in cui era ricoverato, all'età di 106 anni. Stiamo parlando di Nicholas Winton, soprannominato lo "Schindler inglese", rimasto nell'anonimato fino al 1988, quando la moglie è venuta a conoscenza della sua storia eroica e ha deciso di divulgarla.

L'eroe che non si sentiva un eroe
106 anni e quasi 700 bambini ebrei salvati dall'Olocausto. Di nascosto, senza dire nulla a nessuno, con invidiabile umiltà e un amore così grande e gratuito da non desiderare riconoscimenti. Questo è stato Nicholas Winton, lo “Schindler inglese”, morto nella giornata di ieri.

Nato e cresciuto a Londra da genitori ebrei di origine tedesca, Winton lavorava come broker nella grande metropoli britannica. La sua vita, e quella di almeno 669 bambini, cominciò a cambiare nel dicembre 1938, in un giorno in cui decise di rinunciare ad una giornata di sci per aiutare un suo amico, Martin Blake, per una particolare faccenda. «Devo andare a Praga. Ho un incarico molto interessante e ho bisogno del tuo aiuto. Raggiungimi il più presto possibile. E non portare gli sci», gli disse Blake, socio della British Committee for Refugees from Czechoslovakia, un’associazione che si occupava di assistere ebrei e tutti i perseguitati dal regime nazista che avevano dovuto lasciare i territori della Cecoslovacchia allora occupati dai tedeschi.

Comprendendo a fondo gli alti rischi che i rifugiati – e in particolar modo i bambini – correvano in quel modo, Winton iniziò a cercare ospitalità per i più piccoli, scrivendo lettere ai governi, cercando famiglie disposte ad offrire il loro concreto sostegno. Organizzò i treni per permettere il trasferimento dei bambini, persuadendo i tedeschi a non bloccare l'operazione. E qualche mese dopo la visita in Cecoslovacchia, il 14 marzo 1939, da Praga partì il primo gruppo di bambini, pronti ad attraversare la Manica in traghetto ed essere così portati in salvo in Inghilterra. Di treni così, carichi di creature indifese e di un amore senza limiti, ne partirono altri sette, l'ultimo il 2 agosto del 1939.

 



Il ritrovamento dei documenti
Nel settembre del 1939, lo scoppio della guerra e il conseguente blocco delle frontiere non permisero a Nicholas Winton di continuare la sua opera di salvataggio e l'eroe, dopo aver fatto il volontario nella Croce Rossa, si arruolò nella Royal Air Force.

Della sua straordinaria impresa non se ne parlò mai, tutto rimase nel silenzio per decenni fino a quando, nel 1980, sua moglie Grete Gjelstrup trovò nella soffitta una cartella piena di documenti che testimoniavano l’operazione del 1939. Fu così che la storia di Winton divenne nota e gli valse diversi onori, tra cui un cavalierato ricevuto dalla regina Elisabetta nel 2002.

«Non sono un eroe, non sono mai stato in pericolo», ripeteva spesso a chiunque lo intervistasse. Ma quei bambini, quei 669 bambini ormai diventati adulti, gli devono la vita.

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS


Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami