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È morzo Ezio Bosso, aveva 48 ani e un destino segnato

La mattina di oggi, 15 maggio, si è spento Enzo Bosso. Un uomo speciale, un musicista-combattente sempre con il sorriso sulle labbra

È morzo Ezio Bosso, aveva 48 ani e un destino segnato

Pianista, direttore d'orchesta e compositore: una vita per la musica quella di Enzo Bosso che questa mattina ha salutato per sempre. Una vita breve ma intensa, fatta di musica e vissuta per la musica. Una vita che lo ha riempito di grandi riconoscimenti e tante soddisfazioni nonostante sia stata dura e un po' beffarda.

Nato a Torino il 13 settembre 1971, Ezio Bosso la musica l'aveva nel dna, grazie a una prozia pianista. Per seguire questa passione non esita a lasciare tutto e tutti per debuttare, sedicenne, come solista in Francia. L’incontro con Ludwig Streicher, contrabbassista dei Wiener Philharmonic (orchesta "accademica" famosissima in tutto il mondo) segna il suo destino. Intuendone il talento, il musicista austriaco infatti lo indirizza all’Accademia di Vienna dove Bosso studia contrabbasso, composizione e direzione d’orchestra. Profonda fu l'amicizia anche con Claudio Abbado, il maestro milanese morto nel 2017 con cui Bosso instaura un profondo legame anche a livello professionale e da cui eredita gli intenti dell’Associazione Mozart14, nata a Bologna per portare la musica nei luoghi del dolore, nelle carceri e negli ospedali.

 

Il fisico provato da tanti anni

Nel 2011 ha inizio il calvario di Bosso. Nove anni di dolore, prima con la scoperta di una grave neoplasia, poi della malattia neurodegenerativa che in breve lo porterà a un'esistenza sulla sedia a rotelle. In Bosso però inizia ad ardere ancora di più il fuoco sacro dell'arte. La malattia diventa motivo di rinascita e di testimonianza ma mai di vittimismo. All'attività di pianista alterna quella di direttore d’orchestra, fino allo scorso settembre quando le condizioni fisiche lo costringono a dire addio allo strumento, ma non alla direzione. E sul palco, spalle al pubblico, diventava un tutt'uno con la sua orchesta. Chi ha avuto la fortuna di assistere a un concerto diretto da Bosso ha raccontato di un'esperienza unica e ricca di amore, quello che riusciva a trasmettere ai musicisti, senza concedersi pause, senza mai accontentarsi, senza smettere anche quando era giunto chiaramente sopra le sue forze.

 

Una vita per la musica

La musica era la linfa di Bosso. La bellezza dei suoni e la gioia di ascoltarli ed eseguirli insieme. «Noi esseri umani siamo bellissimi, ma spesso, chissà perché, tendiamo a dimenticarcene», diceva. Tante pillole di saggezza sono uscite dalla sua bocca, mai passate inosservate. La musica era l'inizio e la fine dei suoi pensieri, il motivo stesso della sua precaria esistenza. Il corpo era debole, ma non l'entusiasmo, sempre espresso con un sorriso brillante e senza mai cedere alla malinconia di un destino segnato.

 

La quarantena lo ha fermato

Ad uccidere Bosso è stata anche la quarantena. Una pausa forzata, una pesante astinenza, dovuta e di cui era consapevole, ma non in linea con il suo spirito di "fare musica insieme". Difficile accettare di mantenere le distanze per uno come lui abituato al calore degli abbracci. «Ezio Bosso | Pianista Morto | Aveva 48 anni
Di natura sono timido, riservato, e con il corpo ho un approccio particolare. Non abbraccio chiunque, solo chi amo. Sempre avvolgendo l’altro totalmente»
: a
veva in mente molti progetti per far sì che distanze di accorciassero, stava pensando a nuovi modi di fare musica e stava studiando nuove partiture quando, all'improvviso l'orologio si è fermato. Lo hanno chiamato in tanti e ha detto tanti "no, grazie". Tutti l'hanno stimato per la sua libertà mentale, che è sempre andata ben oltre quella fisica. «Lotto per rimanere una persona, non diventare un personaggio»: diceva. E così è stato.

 

Credits: Foto di @Ezio Bosso | Facebook

Di , © Riproduzione Riservata
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