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Mediazione, un passo prima del giudice

L'Italia è al quarto posto nella classifica dei Paesi con più cause giudiziarie in Europa, e sono quasi sei mila le cause pendenti. Calcolando che una causa può rimanere davanti a un giudice dai 5 ai sette anni è facile capire perché i tribunali vanno a rilento. Così a partire del 21 marzo 2011 è entrato in vigore il D.Lgs 28/2010 che ha reso obbligatoria, per alcune materie, la conciliazione. Ma di cosa si tratta?

Mediazione, un passo prima del giudice

Visto che i tribunali sono al collasso per il numero di cause, la legge oggi prevede di tentare la via amichevole su alcuni contenziosi: dalle cause ereditarie, ai contratti d'affitto, dai problemi con banche e assicurazioni, ai risarcimenti danni, il tribunale può attendere, perché prima bisognerà tentare di risolvere le questioni in via stragiudiziale rivolgendosi al mediatore che cercherà di mettere d'accordo le parti per evitare che nuove cause affollino le aule del tribunale, oltre che smaltire gli arretrati.


Cos'è la mediazione?
La mediazione è un modo per risolvere le controversie anziché arrivare al processo. A differenza della procedura giudiziaria non si impone una decisione ma si aiutano le parti a trovare un accordo. In questo modo si mantengono le relazioni con l’altra parte e si riducono i tempi della gestione del contenzioso. Il tutto avviene in un ambiente informale dove ci si può confrontare trovando l’accordo che soddisfi entrambe le parti. Il mediatore è una figura preparata che può essere scelta dalle parti oppure nominato dall'organismo di mediazione a cui è iscritto.

Mediazione
Quando usare la mediazione
Esistono due casi: la mediazione obbligatoria e quella facoltativa. La prima è obbligatoria in specifici casi che sono le controversie in materia di condominio, diritti reali( proprietà; usufrutto, uso, abitazione, servitù prediali, enfiteusi, pegno ed ipoteca), divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante dalla circolazione di veicoli e natanti, da responsabilità medica e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari. In queste situazioni prima di poter avviare un processo davanti al giudice è d'obbligo tentare la via della mediazione.
Per quanto riguarda tutte le altre controversie civili e commerciali la mediazione non è obbligatoria, ma vi si può accedere se le parti sono d'accordo.

Come funziona
La mediazione prevede varie fasi; in un primo momento si presenta la domanda che permetterà in seguito di fissare l’incontro tra le parti e il mediatore. Nel momento dell’incontro il mediatore gestisce autonomamente tempo e modalità della mediazione e può anche avvalersi di sessioni in cui vede le parti insieme o singolarmente. Di solito si inizia con un incontro in cui sono presenti entrambe le parti e poi si decide come proseguire. Alla fine il mediatore compila un verbale indicando l’esito della mediazione e allegando l'eventuale accordo raggiunto dalle parti.

La mediazione può avere diversi esiti: le parti accettano l'accordo proposto dalle parti, oppure le parti non giungono ad un accordo e non accettano la proposta del mediatore, la proposta viene accettata solo da una parte.

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