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Marino trascrive 16 matrimoni gay celebrati all'estero. Scoppia la polemica

Il sindaco di Roma ha inserito nel registro comunale 16 unioni gay riconosciute all'estero

Marino trascrive 16 matrimoni gay celebrati all'estero. Scoppia la polemica

Sabato 18 ottobre Ignazio Marino, primo cittadino capitolino, ha registrato 16 nozze gay celebrate all'estero ignorando la circolare inviata dal ministro Angelino Alfano in cui chiedeva espressamente l'annullamento delle trascrizioni di unioni gay contratte in paesi stranieri.
In un'ora il sindaco romano ha registrato 11 coppie di uomini e 5 di donne confermando la sua ferrea intenzione di “disobbedire” alle indicazioni del ministro motivando la sua decisione con la dichiarazione «l'amore vince su tutto».



Le dichiarazioni delle coppie
La prima coppia ad essere stata trascritta è stata quella formata da Laura Terrasi e Marilena Grassadonia, sposate a Barcellona nel 2009.

«Stiamo insieme da 18 anni, io sono ingegnere al Comune di Roma e Laura è la mia compagna - ha dichiarato Marilena - . Siamo venute con i nostri figli. E' una giornata importantissima, un gesto politico importantissimo, di civiltà e di rispetto per le nostre famiglie. Un riconoscimento pubblico». 

Foto Ansa

Le dichiarazioni di Marino
In Campidoglio davanti alle persone sedute in sala, il primo cittadino romano esprime la propria soddisfazione per la decisione presa.

«Oggi per molti di voi è un giorno speciale ma lo è anche per me e per la nostra amministrazione e per Roma. Devo dirvi però che riflettendo su questa giornata ho pensato che sì, oggi è per tutti noi un giorno speciale, ma dobbiamo fare ancora molta strada perché questo diventi semplicemente un giorno normale».

Il sindaco poi aggiunge: «In Campidoglio crediamo fortemente che tutte le donne e tutti gli uomini siano stati creati uguali e abbiano gli stessi diritti, non diritti speciali per qualcuno ma gli stessi diritti proprio per tutti. Ma allora se ci pensiamo un momento, ma quale diritto più importante c'è di quello di poter dire “ti amo” alla propria compagna o al proprio compagno? Il diritto a veder riconosciuto quell'amore? E noi crediamo questo diritto debba essere assolutamente garantito a ogni uomo e a ogni donna».

Foto Ansa

Reazioni durissime
Il sindaco Marino riaccende i riflettori sulla questione degli omosessuali e sui loro diritti, in primis quello di unirsi in matrimonio provocando chiesa, governo e opinione pubblica.

Sotto il Campidoglio ci sono state delle proteste di un gruppo di militanti di destra che sono stati bloccati dalle forze dell'ordine per manifestazione non autorizzata.
I toni hanno continuato ad essere molto duri anche dal mondo della politica. Il ministro Alfano ha criticato duramente il sindaco capitolino sulla sua pagina Facebook in cui ha scritto: «Marino firma autografi. Il sindaco Marino ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco: per l'attuale legge italiana, ciò non è possibile. La firma di Marino non può sostituire la legge. In pratica, il sindaco Marino ha fatto il proprio autografo a queste, peraltro rispettabilissime, coppie».

Il senatore Maurizio Gasparri ha definito Marino come «un bandito che va rimosso», Francesco Storace ha dichiarato che «altre sedici famiglie non arriveranno a fine mese» e la deputata Barbara Saltamartini ha ritenuto il primo cittadino romano un «fuorilegge».

Ci sono anche esponenti politici che hanno sostenuto la causa di Marino tra cui Ivan Scalfarotto, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e gay dichiarato, che si è scagliato contro il ministro Alfano dicendo che: «Invece di fare circolari repressive farebbe bene ad aderire all'intenzione di Renzi di fare una legge di stampo europeo sulle unioni civili». «La posizione di Alfano non è quella del governo», commenta l'eurodeputata Pd Pina Picierno. Anche il leader di Sel Nichi Vendola si esprime dicendo che «anche sul Campidoglio soffia il vento pulito dei diritti di libertà». 

Di Elisa Gamberi © Riproduzione Riservata
TAG  gay   diritti civili  
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