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Mais per energia alternativa

Pensate ad un modo semplice e naturale per riscaldare le nostre case, i nostri palazzi, o i nostri uffici o scuole, grazie a stufe e caldaie alimentate da mais.

Mais per energia alternativa

Bimbo che mangia il maisIl mais, utile e buono per fare biscotti, polenta e diventare cibo anche per animali, ora si trasforma in una nuova e interessante energia pulita e alternativa. Un cereale che è nato con l’uomo, che ha sfamato per secoli intere generazioni e che ora si presenta in una veste nuova.
Si tratta di utilizzare il mais che brucia, inserito all’interno di particolari caldaie, e da tale combustione si realizza una buona quantità di energia rinnovabile, assolutamente non inquinante, dunque pulita, facile da ottenere. Con un solo Mhw prodotto da quest’applicazione, si riesce a scaldare un paese di circa 4000 persone. Inoltre il mais non crea problemi di trasporto, è semplice da immagazzinare, e anche da coltivare, insomma tutto sembrerebbe a suo vantaggio. E' da valutare tale preferenza o scelta in un’ottica di risparmio energetico reale e concreto, in una scelta consapevole e critica che predilige una fonte “amica” dell’ambiente.
Pannocchie di mais
Ma il mais è anche utilizzato per isolare, si tratta infatti di una scelta che accomuna molti architetti specializzati nella bioedilizia, i quali optano per risparmiare riscaldamento utilizzando degli isolanti naturali, applicati in tutte quelle zone in cui avvengono le maggiori dispersioni di calore. Esempi di materiali naturali oltre al mais, sono la fibra di legno, la lana di legno, il sughero o la pietra pomice. In tutti questi casi si predilige il naturale al sintetico (poliuretano, polistirene ecc) e l’investimento a favore del riscaldamento è di sicura impronta ecologica, perché si tratta di materiali assolutamente riciclabili: al termine del ciclo la fibra di mais è totalmente biodegradabile e addirittura biocompostabile.

Contadino in un campo di maisMolti agricoltori stanno attuando la scelta di investire su questa nuova energia, poiché il guadagno è immediato. L’impegno è di utilizzare una certa quantità di mais o di altre biomasse, insilarlo e, con l’energia prodotta, ricevere in cambio dei soldi direttamente da un gestore dei servizi elettrici. Gli impianti per produrre energia dal mais sono semplici da gestire, è sufficiente l’impegno di una sola persona e un tempo relativamente concentrato. Dunque trasformare o meglio arricchire una “vecchia fattoria” in una nuova e tecnologica alternativa energetica, dove accanto a mucche, capre, maiali, galline e orti, si trovano campi di mais, la cui parte preponderante viene canalizzata per produrre energia pulita. Una nuova era per la vita del contadino, che in questo modo può faticare di meno e godersi di più la vita.

Piante di maisIl mais è sotto la lente d’ingrandimento di numerosi studi e ricerche e su di esso si sta davvero investendo moltissimo poiché, scoperto “l’uovo di Colombo”, ora si cerca di adottare tale possibilità nel più ampio mercato commerciale possibile, dal nord alle isole comprese, su tutto il territorio italiano.
Se in questi ultimi periodi le quote latte hanno fatto tribolare i poveri allevatori, forse è logico pensare come molti di essi, calcolatrice alla mano, si siano fatti due calcoli e siano arrivati alla conclusione che forse è meglio gestire un’attività legata all’energia alternativa del mais, piuttosto che gestire 200 mucche da latte: alla fine del mese i conti sono a favore del mais e non certo delle mucche.

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