Home » Società » Attualità » Immigrazione

Immigrazione

Quotidianamente, attraverso i mass-media, siamo costretti ad assistere all’incessante fenomeno dello sbarco di immigrati che raggiungono le nostre coste con mezzi di fortuna. Ma cosa li spinge ad accettare un viaggio così rischioso? Da cosa fuggono?

Immigrazione

Il 2008 è stato l’anno record per il numero di sbarchi: migliaia e migliaia di persone, uomini, donne, anziani e bambini che hanno affrontato il mare con mezzi spesso di fortuna per raggiungere le coste italiane, per sperare di ottenere un permesso di soggiorno, un permesso che possa garantire loro di sognare un futuro diverso da quello che prevedevano nel loro paese.


Immigrazione permesso di soggiorno

 

La crescente ondata di immigrati clandestini ha due aspetti fondamentali da valutare: il primo è riguarda la gestione dei flussi da parte dell’Italia che si vede costantemente invadere da orde di disperati, ed il secondo è relativo all’atteggiamento che si dovrebbe tenere nei confronti di queste persone che rischiano la vita pur di fuggire dalle loro terre.


In merito al primo argomento tutti sappiamo che i centri di accoglienza temporanea sono ormai al collasso in quanto accolgono il doppio, ed a volte il triplo, della gente prevista per le stesse strutture. La valanga di sbarchi ha costretto spesso i Ministri succedutisi al Ministero della Difesa e dell’Interno ad interventi d’urgenza che hanno causato non molte polemiche ed agitazioni. Molto spesso si è dovuto ricorrere all’utilizzo di strutture turistico-ricettive al fine di ospitare il numero sempre crescente di “ospiti extracomunitari”. E’ notizia degli ultimi giorni la predisposizione di una nuova struttura ricettiva a Lampedusa, la quale avrà il compito del riconoscimento e la predisposizione di tutto il necessario per il rimpatrio delle nuove ondate di profughi. Questa misura adottata dal Ministro Maroni ha portato con sé una serie di violente proteste da parte degli abitanti dell’isola che ritengono che questo intervento possa causare una forte riduzione del flusso turistico dell’isola.

Immigrazione guerra

 

Il problema è molto complesso in quanto, almeno fin ora, a nulla sono serviti gli accordi internazionali con i paesi del nord Africa per bloccare il flusso di immigrati (ad esempio la Libia) e lo Stato italiano non può certo ospitare una marea senza fine di gente disperata che approda sulle sue coste; i fatti di cronaca che vedono interessati gli extracomunitari, inoltre, rendono sempre più difficili i già flebili tentativi di convivenza civile. Certo non significa che non esistano situazioni positive nelle quali l’inserimento di queste genti sia riuscito a pieno, ma molto spesso il confronto tra le culture rappresenta uno scoglio difficilmente superabile.

Proprio dal confronto tra culture e religioni differenti sorge la seconda problematica di rilievo, cioè gli interrogativi su come interfacciarsi con i profughi, quali sistemi di inserimento programmare al fine di riuscire nel tentativo di rendere la loro permanenza, quand’anche momentanea, fruttuosa per tutti.

La risoluzione di questa problematica non è certamente più semplice della precedente. La strada per la convivenza civile e fruttuosa passa forzatamente attraverso una lunga fase di conoscenza, di confronto e, a volte, anche di scontro.

Necessaria è sicuramente la voglia di conoscere le storie, le motivazioni e le cause che hanno spinto queste persone ad allontanarsi dal loro territorio e dalle loro famiglie. Ignorare le loro storie ed i loro pensieri può spingere ad avere sentimenti quali paura, diffidenza e resistenza alla convivenza. Solo conoscendo un po’ della loro vita si può notare che in realtà non sono poi così diversi da noi, che hanno i nostri stessi desideri, le nostre stesse aspirazioni. Riconoscere se stessi nel profugo è un passo fondamentale per tentare un reale inserimento nella vita civile; una vita vissuta ai margini della civiltà spinge in modo determinante verso le organizzazioni criminali sempre pronte a sfruttare le situazioni di difficoltà e disagio.

Immigrazione passaporto

Quella del nostro tempo è sicuramente una sfida molto importante, forse troppo importante per uscirne sconfitti. La convivenza tra diverse etnie, popoli e culture è e sarà la base del nuovo sviluppo economico e sociale.

Di © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS


Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami