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Ice bucket challenge: boom di donazioni

In Italia come negli Usa, le associazioni che si occupano di ricerca contro la Sla hanno registrato un aumento delle donazioni. I gavettoni gelati non sono solo moda

Ice bucket challenge: boom di donazioni

Non chiamatela moda: l’Ice bucket challenge , la sfida che sta coinvolgendo i vip di tutto il mondo, ha mantenuto il suo valore benefico . Ogni secchio lanciato ha corrisposto, come auspicato, a una generosa donazione da parte del partecipante, e questo ha fruttato migliaia di euro. L’ Aisla , la più grande associazione italiana impegnata nella l otta contro la Sla , ha dichiarato di aver ricevuto 100mila euro di versamenti. In America, dove tutto è cominciato, Als ha ricevuto 13 milioni da quando il “gioco” è cominciato, a fronte del milione ricevuto nello stesso periodo lo stesso anno.

Gli italiani coinvolti

L’Italia segue a ruota gli Stati Uniti. Dal calcio al mondo dello spettacolo, dai musicisti fino ai politici, sono molti i vip, giovani o meno, che si sono sottoposti alla tortura benefica. Tra gli ultimi secchi ci sono quelli di Adriano Galliani, “colpito” dal figlio e da Pippo Inzaghi, che ha promesso una donazione alla Fondazione Stefano Borgonovo, e Massimo Ferrero, presidente della Sampdoria.


Tra i musicisti, Jovanotti e Adriano Celentano, che si sono fatti cogliere mentre cantavano, con tanto di chitarra in mano. Mentre il primo è sembrato stupito della secchiata, il Molleggiato se l’aspettava ma, per la temperatura dell’acqua, non è riuscito a finire la canzone (Ragazzo della via Gluck ).
Mentre il presidente degli Stati Uniti, Obama, ha spiegato che non si sottoporrà all’Ice Bucket Challenge, il nostro premier Matteo Renzi è stato più sportivo e, dopo una breve introduzione sull’importanza dei ricercatori che lavorano con la malattia, si è lasciato “innaffiare”.


Il «grazie» di chi lavora con la Sla
Della Sla, sclerosi laterale amiotrofica, si è sentito parlare, ma non tutti sanno di cosa si tratta. È una malattia degenerativa del sistema nervoso che colpisce i neuroni che attivano il movimento. I pazienti perdono via via la mobilità, fino alla paralisi. Tra le conseguenze, la perdita della capacità di deglutire, di parlare e di camminare. Le cause sono ancora sconosciute, ma i fondi possono dare una mano ai ricercatori che stanno cercando di identificarle.

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L’Ice Bucket challenge è stata un’idea straordinaria ha detto Massimo Mauro, presidente dell’Aisla –. Da un mese tutto il mondo parla della ricerca sulla Sla: era una malattia dimenticata, ma adesso non lo è più grazie a questa vera e propria campagna di comunicazione».

Di Caterina Michelotti © Riproduzione Riservata
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