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Guerra nella Striscia di Gaza

Cosa sta succedendo a Gaza? Perché questa guerra? Si parla oramai di emergenza umanitaria, di un conflitto che conta i morti nei civili, donne e bambini compresi.

Guerra nella Striscia di Gaza

Guerra Striscia di Gaza

E’ necessario dare una situazione politica, territoriale e storica del luogo. La striscia di Gaza è un territorio palestinese che confina con Israele e l’Egitto, affacciata sul Mar Mediterraneo di circa 350km2. La popolazione è di circa 1.400.000 di etnia arabo palestinese (di cui 400.000 concentrati a Gaza City). La Striscia di Gaza non è riconosciuta internazionalmente come un paese sovrano, uno stato. L’Autorità Nazionale Palestinese (ANP) sostiene l’appartenenza di Gaza ai territori palestinesi, anche se, dopo la battaglia di Gaza City del 2007, il suo controllo effettivo è diventato di Hamas. Israele, che ha governato la Striscia di Gaza dal 1967 al 2005, ha il controllo dello spazio aereo della striscia, le sue acque territoriali e l'accesso marittimo, così come il lato israeliano di confine, un vero e proprio muro di demarcazione controllato militarmente. L'Egitto, che ha governato la Striscia di Gaza tra il 1948 ed il 1967 ne controlla la frontiera meridionale.


L’ANP è stata costituita nel 1994, in applicazione dei negoziati di Oslo tra l’Organizzazione di Liberazione della Palestina (OLP) e il governo di Israele. In base agli accordi, l'Autorità palestinese è stata designata ad avere il controllo sulla sicurezza e le questioni civili palestinesi nelle zone urbane e il controllo solo sui civili palestinesi nelle zone provinciali. Il resto dei territori, compresi gli insediamenti israeliani, la regione della valle del Giordano, e le strade tra le comunità palestinesi, sarebbero rimaste invece sotto esclusivo controllo israeliano. L'ANP è quindi una branchia dell’OLP che originariamente era l'unica entità politica a rappresentare il popolo palestinese, nei primi decenni di lotta contro Israele, dopo l’invasione dei territori, a livello internazionale tra gli anni '60 e '90. E’ l'OLP, e non l'Autorità nazionale palestinese, che gode di riconoscimento internazionale come l'organizzazione che rappresenta il popolo palestinese con accredito all’ONU dal 1974. Dopo la dichiarazione di indipendenza del 1988, l'OLP in rappresentanza presso le Nazioni Unite è stato rinominato in Palestina. Con l'apertura di negoziati, l'OLP riconosceva lo Stato di Israele come possibile interlocutore nelle trattative di pace (anche se la carta fondamentale dell'OLP, in realtà, mantenne a lungo la clausola per la “distruzione dello Stato Sionista”). In cambio delle concessioni palestinesi - rinuncia al terrorismo, accettazione dell'esistenza di uno stato ebraico e l’attuazione di una politica del negoziato - da parte di Israele vi fu il riconoscimento con cui si concedeva alle forze palestinesi di esercitare alcuni poteri sui territori occupati, cioè di amministrare autonomamente la maggior parte delle città della Cisgiordania e della Striscia di Gaza. Come detto, dopo quasi 2 anni di controllo da parte di al-Fatah (il partito di Mahmud Abbas- Abu Mazen presidente dell'ANP residente in Cisgiordania, salito al potere dopo la morte del più famoso leader Yasser Arafat nel 2004), vennero indette nuove elezioni, vinte nel Gennaio del 2006 a sorpresa dal partito islamista Hamas (forse più un'organizzazione religiosa di carattere paramilitare), che si installò nella Striscia di Gaza. Durante il giugno del 2007 la tensione tra Hamas e al-Fatah, sfociò in scontri aperti tra le due fazioni che in pochi giorni fecero oltre un centinaio di morti. Hamas, dopo una campagna militare efficace e violenta, conquistò la sede militare dell'ANP arrivando, di fatto, al controllo dell'intera Striscia di Gaza.
L'Unione europea, e anche gli USA, considerarono Hamas un'organizzazione terroristica e interruppero l'invio degli aiuti verso la Striscia di Gaza.
Iniziò contestualmente una nuova fase del conflitto tra Hamas ed Israele che vide, da parte palestinese, il lancio di razzi Qassam e tiri di mortaio contro installazioni e città israeliane e, da parte israeliana, un embargo verso la Striscia, la realizzazione di missioni di guerra e dei cosiddetti assassinii mirati contro esponenti palestinesi giudicati particolarmente pericolosi per la sua sicurezza.


Guerra Striscia di GazaIl 1º marzo 2008, l'esercito dello Stato di Israele con l'operazione “Inverno caldo” invase direttamente l'area con forze blindate ed aeree. Nell'ambito di una tregua di sei mesi, mediata nel giugno 2008 dall'Egitto, Hamas accettò di porre fine al lancio dei razzi in cambio di un alleggerimento del blocco da parte di Israele. Il cessate-il-fuoco, però, non fu completamente osservato: si sono contati 49 palestinesi uccisi nel periodo di tregua. Inoltre Israele non ha rispettato la parte centrale dell'accordo, che prevedeva l'alleggerimento del blocco: invece dei 450 camion di aiuti giornalieri previsti, al massimo a una settantina era concesso attraversare i confini di Gaza, aggravando le condizioni di vita di una popolazione che sopravvive in gran parte grazie ad aiuti umanitari. A metà dicembre quindi, Hamas, per voce di Mahmud al-Zahar (co-fondatore di Hamās e suo portavoce ufficiale), ha dichiarato "Non ci sarà nessun rinnovo della tregua senza un alleggerimento dell'assedio". A fronte di una crisi umanitaria interna sempre più e nella speranza di poter trattare con Israele da posizioni di forza, il 19 dicembre sono ripresi di lanci di razzi dalla Striscia da parte di Hamas, riportando all'attenzione internazionale la situazione della regione. Adducendo a motivo i lanci di razzi, dichiarando di voler ripristinare la sicurezza delle zone da essi minacciate, il 27 dicembre 2008 i vertici politici israeliani hanno lanciato l'operazione “Piombo fuso” (Iron fist) contro la Striscia, con bombardamenti aerei su vasta scala. La notte del 3 gennaio 2009 è iniziata l'invasione di terra da parte dell'esercito israeliano; purtroppo quando una guerra non viene combattuta in territori all’esterno di città e luoghi abitati con solo l’uso di operatori militari a pagare sono gli indifesi e i deboli. Le foto e i filmati “indiretti” (perché i giornalisti non possono documentare ma le immagini sono inviate dalle due parti) di morte e distruzione sono comunque molto eloquenti, ora si parla anche dell’uso di armi non convenzionali.

Guerra Striscia di Gaza

Stiamo quindi assistendo ogni giorno ad un’escalation di morti tra la popolazione civile soprattutto nella Striscia di Gaza per minor forza militare e questo ha anche causato il fenomeno del rifiuto alla convocazione da parte di molti riservisti dell’esercito Israeliano (paragonabile alla diserzione) perché è molto visibile l’emergenza umanitaria di un popolo che paga le scelte di pochi. Purtroppo in 4 anni (praticamente dalla sparizione del capo carismatico dell’ANP Arafat) si è creato un inasprimento del conflitto che ha, di fatto, annullato, il difficilissimo processo di pace nella regione ottenuto negli anni precedenti.

 

Di © Riproduzione Riservata
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