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Egitto, Morsi destituito: è golpe

Destituito il presidente Morsi e sospesa la costituzione: è golpe in Egitto, dopo il rifiuto da parte di Morsi dell'ultimatum datogli dalle forze armate egiziane.

Egitto, Morsi destituito: è golpe

È golpe in Egitto: Morsi non è più il presidente e la Costituzione è stata sospesa. A dare l'annuncio ieri è stato il capo delle forze armate egiziane nonché ministro della Difesa, Abdel Fattah al-Sissi, in diretta televisiva. «L'esercito vede che il popolo egiziano chiede il suo sostegno, non perché prenda il potere o regni, ma per servire il pubblico interesse e proteggere la rivoluzione: questo è il messaggio che le forze armate hanno ricevuto da tutti gli angoli dell'Egitto». Sono state queste le parole con cui al-Sissi ha annunciato l'alleanza tra popolo e esercito egiziani, alleanza che ha reso possibile il golpe.

Golpe Egitto

Il golpe e le motivazioni
Crisi economica, mancanza di lavoro, tensioni causate dai “Fratelli Musulmani”, rifiuto del dialogo con l'opposizione: sono questi i motivi della protesta che da diverse settimane vede il popolo egiziano manifestare contro e il suo regime islamista.
Poi, lunedì, l'ultimatum: l'esercito ha chiesto al presidente d'Egitto di risolvere la soluzione in maniera del tutto pacifica, entro mercoledì (ieri, ndr). In che modo? Dimettendosi. Ultimatum che è stato rifiutato da Morsi, primo presidente eletto democraticamente nella storia dell'Egitto, il quale ha dichiarato che «violare la legittimità costituzionale minaccia la pratica della democrazia».

Il rifiuto ha scatenato la reazione dell'esercito ed ha dato inizio al golpe. Alle ore 19:00 della giornata di ieri, Mohamed Morsi è stato informato dalle forze armate di non essere più il presidente d'Egitto. Al suo posto, è stato nominato presidente ad interim il giudice della Corte Costituzionale Adli Mansour, al quale è stato affidato l'incarico di adottare dichiarazioni costituzionali e di procedere con l'istituzione di elezioni anticipate.
La notizia è stata accolta con enorme gioia da parte del popolo egiziano, che è sceso in piazza Tahrir a festeggiare con urla e fuochi d'artificio unito dallo slogan: «Il popolo e l'esercito sono una sola mano!».

Golpe Egitto

Arresti e reazioni
Sono stati numerosi gli arresti di ieri sera per mano dell'esercito egiziano. Nell'occhio del ciclone la rete qatariota al Jazira, considerata ideologicamente vicina ai Fratelli Musulmani; i capi musulmani e il leader del partito, Saad el Katatni, insieme a 300 dei membri.
Ma Morsi ha deciso di non arrendersi, promettendo ai suoi sostenitori di uscire da questa situazione da vincente e non da vinto. «Io sono il presidente eletto dell'Egitto. Chiedo al popolo di difendere la legittimità»: queste le parole dell'ormai ex presidente d'Egitto, il quale ha tentato di sollecitare civili e militari a «rispettare la legge e la costituzione e non accettare il golpe che riporta indietro l'Egitto».

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
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