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Giubileo: cos'è e perché è così importante per i fedeli

L'Anno Santo indetto da Papa Francesco sta per avvicinarsi, ma in pochi sanno cos'è e quali sono le funzioni di un Giubileo. Scopriamolo insieme!

Giubileo: cos'è e perché è così importante per i fedeli

«[...] come i Roman per l’essercito molto, / l’anno del giubileo, su per lo ponte / hanno a passar la gente modo colto, // che da l’un lato tutti hanno la fronte / verso ’l castello e vanno a Santo Pietro; / da l’altra vanno verso il monte»: in questo modo Dante, nel canto XVIII dell'Inferno, descriveva suggestivamente la gran folla che nel 1300 era giunta a Roma in vista del primo Anno Santo della storia della Chiesa Cattolica, voluto da Papa Bonifacio VIII.

Ieri come oggi, il Giubileo ha sempre attirato a Roma migliaia di pellegrini provenienti da tutto il mondo e suscitato l'interesse dei media. Con l'avvicinarsi dell'Anno Santo della Misercordia indetto da Papa Francesco, ci apprestiamo allora a fare un breve excursus storico su questo importante evento religioso e a capirne modalità e funzioni.

Storia
Il Giubileo trova le sue radici nella tradizione giudaica e, in particolar modo, nell'Antico Testamento. Nel Libro del Levitico leggiamo infatti di un particolare anno, a cadenza cinquantennale, fissato dalla legge di Mosè durante il quale si doveva lasciare a riposo la terra, restituire i demani confiscati e liberare gli schiavi. «Dichiarerete santo il cinquantesimo anno – leggiamo nel Libro dell'Antico Testamento - e proclamerete la liberazione nel Paese per tutti i suoi abitanti. Sarà per voi un giubileo; ognuno di voi tornerà nella sua proprietà e nella sua famiglia. Il cinquantesimo anno sarà per voi un giubileo; non farete né semina, né mietitura di quanto i campi produrranno da sé, Né farete la vendemmia delle vigne non potate. Poiché è il giubileo, esso vi sarà sacro; potrete però mangiare il prodotto che daranno i campi. In quest’anno del giubileo, ciascuno tornerà in possesso del suo».

 

Nel Nuovo Testamento, a cui fa riferimento la tradizione cattolica, Gesù è Colui che porta a compimento l'antico Giubileo, perché è venuto, riportando le parole di Isaia, a «predicare l’anno di grazia del Signore». Il primo ad istituire però un vero e proprio Anno Santo fu Papa Bonifacio VIII, che il 24 dicembre 1999 indisse il primo Giubileo, valido per tutto il 1300. La cadenza di questo magnifico evento fu fissata ogni 25 anni, per permettere a tutti i fedeli di viverne almeno uno nella propria vita.

Oggi sappiamo che il Giubileo può essere di due tipologie: ordinario, se legato alla prestabilita scadenza venticinquennale; straordinario – come quello che inizierà il prossimo 8 dicembre - se viene indetto per qualche motivo particolarmente importante. Ad oggi, gli Anni Santi ordinari celebrati sono stati 26. L'ultimo, in ordine temporale, è stato quello del 2000 indetto da Papa Giovanni Paolo II. Si è trattato di un Anno Santo particolare e decisamente importante, perché in esso si sono celebrati i due millenni dalla venuta di Cristo sulla Terra.

Funzioni
Se, come abbiamo visto, per gli ebrei il Giubileo indicava un anno sabbatico, di riposo, diverso è il significato che esso assume all'interno della tradizione cattolica. Solitamente fatto iniziare il giorno della vigilia di Natale, con l’apertura delle porte sante che si trovano nelle quattro principali basiliche di Roma (S. Pietro in Vaticano, S. Giovanni in Laterano, S. Maria Maggiore e S. Paolo), il Giubileo scandisce il periodo durante il quale il Papa concede ai fedeli l'indulgenza plenaria, una grazia straordinaria che permette di ottenere la remissione della pena eterna per i peccati commessi. Può essere chiesta anche ogni giorno, per sé o per un'anima defunta.

 

Per ottenere l'indulgenza plenaria c'è bisogno, però, di un cuore pentito e desideroso di un concreto distacco dal peccato. I fedeli dovranno inoltre avvicinarsi al Sacramento della Riconciliazione e partecipare alla Santa Messa il giorno della richiesta di indulgenza. Importante è inoltre il pellegrinaggio ad una delle grandi Basiliche giubilari, a Roma, in Terra Santa e nelle Chiese designate in ogni Diocesi, nelle quali bisognerà partecipare all'Eucaristia o ad una delle preghiere del giorno, e l'astensione per una giornata dai consumi superflui. Fondamentale è, infine, la visita e l'aiuto ai fratelli nel bisogno, che siano essi anziani, carcerati o infermi: saranno le opere di misericordia a mostrare quanto davvero il nostro cuore sia cambiato e aperto al prossimo.

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
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