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Egitto, oltre 500 morti

Sono oltre 500, stando alle stime ufficiali, le vittime della guerra civile che da alcune settimane ha preso piede in Egitto. Obama e l'Onu si preoccupano.

Egitto, oltre 500 morti

Continuano in Egitto le proteste dopo la destituzione di Morsi dalla presidenza d'Egitto. La situazione non fa che aggravarsi: secondo le ultime stime ufficiali sarebbero ben 638 i morti e più di 3500 i feriti. Cifre che fanno gelare il sangue ma che, secondo i fratelli musulmani, sono ben lontane dalla realtà. Secondo la loro testimonianza, infatti, sarebbero almeno 4.500 le vittime di questa guerriglia urbana che ha visto coinvolto l'Egitto nelle ultime settimane.

Egitto il punto della situazione

Il punto della situazione
Che siano più o meno di 4.000 le vittime, ciò che appare chiaro ai nostri occhi è che l'Egitto si trova di fronte a numeri da guerra civile. E la situazione sembra non voglia migliorare, tanto che continuano le ricerche per trovare ed identificare altri morti.
Nella giornata di mercoledì, durante una manifestazione pro-Morsi, alcuni cecchini hanno colpito la folla con colpi, lacrimogeni, armi tossiche e bombe a mano. I Fratelli musulmani e i loro hanno deciso quindi di rispondere con le stesse armi: il palazzo del governatorato a Giza è stato assaltato e bruciato. La guerriglia iniziata al Cairo si è quindi espansa anche ad altre città – Alessandria ed altri centri minori.
L'unica buona notizia riguarda le zone turistiche: il governo provvisorio, sotto richiesta del ministro del Turismo Hisham Zaazoue, ha infatti deciso di togliere il coprifuoco nell'area dei resort sul Mar Rosso, nel Sud Sinai.

Egitto il punto della situazione

Le dichiarazioni di Obama
Il presidente degli Stati Uniti ha deciso di dire la sua, al fine di «condannare fermamente la violenza» ma senza menzionare il delicato tema degli ingenti aiuti all'Egitto. «I rapporti fra Usa e Egitto – ha dichiarato Obama - sono di lunga data, affondano le loro radici nel rispetto dell'Egitto come centro di civilizzazione e fondamento della pace in medio Oriente ma la cooperazione così com'è non può continuare dopo le violenze. Da qui la decisione di cancellare le operazioni militari e valutare nuove misure se dovesse essere necessario».
Ma, nonostante questo, il presidente degli USA si è fermamente opposto alla violenza vistasi in queste settimane in Egitto. «Gli Stati Uniti – ha continuato Obama - condannano fermamente le iniziative del governo egiziano e delle forze di sicurezza. Condanniamo la violenza contro i civili. Sosteniamo i diritti fondamentali, incluso quello di manifestare pacificamente. Le autorità egiziane devono rispettare i diritti universali. E chi manifesta deve farlo pacificamente. Riteniamo che lo stato di emergenza dovrebbe essere revocato e che un processo di riconciliazione nazionale dovrebbe iniziare. Gli egiziani meritano di meglio rispetto a quello che abbiamo visto negli ultimi giorni».

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
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