Home » Società » Attualità » Diritto del tappo

Diritto del tappo

Dopo la doggy bag per gli animali e dopo la bag da portare a casa per sé, ecco che ci si può anche portare a casa il vino avanzato.

Diritto del tappo

Non tutti sono dei veri mangiatori, così, spesso, dopo aver visto cosa succede dall'altra parte del mondo (in America), è diventata una usanza non più così rara potersi portare via quanto avanzato dopo un pasto o una cena consumata al ristorante.
Ora si sta facendo un ulteriore passo avanti, non solo si può prendere il cibo ma anche il vino avanzato e questa nuova usanza si chiama 'diritto del tappo'.

All'inizio fu la 'doggy bag' e quasi ci si vergognava.
Cioè, in Italia, timidamente anni fa, quando l'alimentazione degli animali domestici si basava sugli avanzi, a fine pranzo si chiedeva al ristorante di avere quanto avanzato per il proprio animale domestico, la famosa 'doggy bag', la borsa del cane.
E non tutti i ristoratori trovavano questa richiesta 'normale', sicuramente chi aveva compagnia animale, ma lentamente è diventata una richiesta 'standard'.

Poi le cose sono cambiate, anche perché nella 'bag' ci finivano sì i vari avanzi, ma spesso non erano poi avanzi, ovvero non erano solo gli scarti, ma anche cibo che si poteva tranquillamente mangiare successivamente o riutilizzare e poi si è iniziato a dare un altro tipo di alimentazione, una alimentazione più sana per gli animali domestici.

Non sappiamo se l'usanza sia poi stata spinta in Italia magari dai liguri (noti per essere tirc... oooppppsss parsimoniosi), ma lentamente, come avviene nel resto del mondo, invece di farsi preparare la doggy bag, la bag è diventata per i commensali che, avendo avanzato parte delle portate o una portata intera, per un discorso economico e anche etico (la mia nonna diceva che è quasi un sacrilegio buttare il cibo) richiedevano di portare gli avanzi a casa. Vincendo spesso la vergogna e vincendo anche le resistenze dei ristoratori, anche questa usanza è diventata più diffusa, anche nei ristoranti d'élite (e visto il costo, direi che è giusto).
Ma il vino? Se siete come me che non bevete vino, in una cenetta romantica o il vostro accompagnatore si ubriaca o rinuncia a bere. Così, cosa ci si è inventati?

Se si può portare a casa il cibo avanzato perché non portarsi a casa anche il vino?
Così è stato, soprattutto quando siete in un ristorante dove il costo della bottiglia ha un certo peso, quindi non meravigliatevi, è più facile che il ristoratore di un posto chic non si sconvolga alla richiesta 'mi prepara la bottiglia da portare via' che non nella trattoria della signora Maria.
Effettivamente non è una cattiva idea, pensateci, è così parliamo di 'diritto del tappo'.

Che fine fanno le bottiglie aperte? Magari in qualche risotto come migliore ipotesi, purtroppo qualcuna va anche buttata, ma certamente, pensando al discorso economico e anche etico, perché non finire successivamente una buona bottiglia di vino se la si è pagata intera?

Altra ultimissima novità (e viene inclusa nel 'diritto del tappo') è portarsi il vino da casa. Siamo ancora agli albori, ma magari per festeggiare qualcosa di importante, si porta il vino prescelto, comprato appositamente o regalato, che non sempre i ristoratori hanno disponibile. Forse quest'ultima cosa è più facile farla con qualche ristorante 'amico', ma all'estero viene accettato tranquillamente, comunque i soldi si spendono lo stesso.
In un paese dove la tradizione vinicola è forte si spera che lentamente ci sia modo di soddisfare anche questo desiderio e poi, come si dice, 'il cliente ha sempre ragione'.

Di © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS


Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami