Home » Società » Attualità » A breve le dimissioni di Giorgio Napolitano

A breve le dimissioni di Giorgio Napolitano

È già partita la corsa alla carica di Presidente della Repubblica

A breve le dimissioni di Giorgio Napolitano

Ora è confermato: Giorgio Napolitano ha ufficializzato le sue dimissioni da presidente della Repubblica per martedì 13 gennaio, alla chiusura del semestre europeo. L'annuncio è stato dato da lui stesso in modo molto franco e sereno, senza esitazione alcuna, con queste parole: «Sto per lasciare, rassegnando le dimissioni. E desidero dirvi subito che a ciò mi spinge l'avere negli ultimi tempi toccato con mano come l'età da me raggiunta porti con sé crescenti limitazioni e difficoltà nell'esercizio dei compiti istituzionali, complessi e altamente impegnativi, nonché del ruolo di rappresentanza internazionale, affidati dai Padri Costituenti al Capo dello Stato».

Arrivato all'età di 89 anni, Napolitano ammette così di sentire il peso del tempo che passa e della gravosa responsabilità che il suo incarico richiede; lo fa durante il discorso di Capodanno agli italiani, in tv a reti unificate.


I giorni a venire sono così un “periodo bianco” in cui il presidente in carica affievolirà man mano l'influenza della sua carica, già sollevata di diversi impegni nell'ultimo periodo, evitando di prendere decisioni o di iniziare a percorrere strade nuove. Il Paese si deve preparare ad un cambio della guardia e Napolitano si auspica che venga fatto nel modo adeguato, affermando: « Il cammino del nostro paese in Europa, lo stesso cammino della politica in Italia, lo determineremo tutti noi e quindi ciascuno di noi, con i suoi comportamenti, le sue prese di coscienza, le sue scelte. Più si diffonderanno senso di responsabilità e senso del dovere, senso della legge e senso della Costituzione, in sostanza senso della Nazione, più si potrà creare quel clima di consapevolezza e mobilitazione collettiva che animò la ricostruzione post-bellica e che rese possibile, senza soluzione di continuità, la grande trasformazione del paese per più di un decennio » .

Napolitano si congeda a questo modo dagli italiani, ma non risparmia le ultime stoccate e con molta schiettezza riporta a galla quello che forse in Italia non si vorrebbe vedere, ma in realtà esiste: « Dobbiamo bonificare il sottosuolo marcio e corrosivo della nostra società. E bisogna farlo insieme, società civile, Stato, forze politiche senza eccezione alcuna. Solo riacquisendo intangibili valori morali la politica potrà riguadagnare e vedere riconosciuta la sua funzione decisiva » . Un saluto, un augurio, un'esortazione.


L'annuncio del Capo dello Stato è una “cortesia istituzionale”, un suo atto personale che non ha bisogno di alcuna approvazione del governo né del presidente del Consiglio. Alla lettera di dimissioni, che verrà inviata al presidente della Camera Boldrini, seguirà quindi l'obbligo costituzionale di convocazione del Parlamento in seduta congiunta, col fine di eleggere un successore.
Matteo Renzi, intervistato di recente, riconosce la grande importanza che ha avuto, e che tutt'ora ha, Giorgio Napolitano e quando gli si chiede cosa ne pensa sull'uscita dei più svariati nominativi per la carica tra poco vacante, seccamente ribatte: « Il presidente lo si sceglie 4 giorni prima della seduta congiunta delle Camere, non parecchie settimane in anticipo » .

Di Ilaria © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS

Questo sito Web utilizza "cookie" a fini statistici e per la navigazione nonché cookie di terze parti. Continuando la navigazione su questo sito, ritornandovi in seguito, cliccando sui link al suo interno o anche facendo scrolling dichiari pertanto di acconsentire al loro utilizzo. [Cookie Policy]  

Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami