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10 anni dopo l'11 Settembre

Sono passati 10 anni dall'11 Settembre 2001, una data che ha certamente cambiato tutto il mondo.

Non so per quale motivo, ma mi hanno sempre fatto sorridere nei film o telefilm, le domande alla Perry Mason del tipo 'Lei, il giorno 18 Ottobre del 1965, dove si trovava?'.
Ma come ci si fa a ricordare ? A meno che non sia accaduto qualcosa di veramente incredibile come l'11/9/2001.
Certamente chi ha 'vissuto' quel giorno, si ricorda esattamente cosa stava facendo l'11 Settembre 2001. E' stato uno degli eventi che ha segnato un'epoca, un cambiamento, il modo di vivere e tante cose nella vita di molti e nella vita di chi lo ha vissuto sulla propria pelle è stato devastante.
Banale dire che sono già passati dieci anni, ma è proprio così.

Sia per tutto quanto accaduto in tutti questi anni, dagli altri attentati in Europa (Spagna e Inghilterra), dalla guerra in Iraq e tanti altri avvenimenti legati alla paura del terrorismo e alla lotta contro di esso che ha condizionato il modo di viaggiare, il modo di comunicare, il modo di rapportarsi con il mondo musulmano, sia perché si ha veramente la volontà di non dimenticare. Non per rimanere attaccati inutilmente ad un ricordo e non volerlo lasciar andare, ma semplicemente per evitare che una tragedia come quella si possa ripetere, anche se questa eventualità ci risulta così remota, come è sembrato impossibile che la più grande potenza al mondo sia stata messa in difficoltà in un modo così eclatante.

Ma non è solo questo...

I morti continuano ad essere celebrati, anche quest'anno a Ground Zero ci saranno le celebrazioni ufficiali con il sindaco Michael Bloomberg e il presidente Barrack Obama, verranno deposti fiori e verranno elencati tutti i quasi 2800 nomi dei morti durante l'attacco alle torri. L'elenco completo dei nomi è già stato posizionato su lastre di metallo attorno alla 'voragine' che diventerà poi una fontana in base agli ultimi progetti in essere, il 9/11 Memorial, il museo dove verranno conservati gli oggetti ritrovati delle persone che sono state coinvolte e tutto quanto ha a che fare con l'evento è quasi pronto e la Freedom Tower, nonostante le polemiche e le varie revisioni fatte dal progetto principale, è in costruzione. Sembra tutto così semplice. Eppure non è così. Sia per chi ne è rimasto coinvolto direttamente, sia per chi continua a riflettere su questo evento.

Chi ha perso un marito o una moglie ed è riuscito a rifarsi una vita, ma non ha dimenticato, non credo si possa, chi ha perso dei figli, qualcuno ha superato questo trauma, qualcun altro non ci è riuscito e continua a lottare contro questo dolore. Qualcuno se ne è andato da New York e non ci è più ritornato, qualcun altro invece ha voluto rimanere perché ha sentito che era il modo per sopravvivere e superare la tragedia.

Certamente sappiamo che è stata una tragedia che ha colpito tutti: ricchi e poveri, americani e stranieri, uomini e donne, chi era un 'regolare' e chi era un immigrato irregolare, poliziotti e pompieri che sono accorsi in massa, anche chi era fuori servizio. Tanti nomi italiani o meglio di origine italiana nelle vittime, nei pompieri soprattutto perché la prima generazione di immigrati nostri connazionali si era impiegata in numero considerevole nei 'Firefighters' per integrarsi più facilmente nella 'Grande Mela' dell'epoca. Le polemiche e i dubbi continuano tutt'ora, qualche superstite ha anche fatto causa a G. W. Bush, qualcuno continua da insistere che il crollo delle torri è stato 'anomalo', quasi pianificato e continua a chiedere spiegazioni al governo. Tutti sono stati risarciti, è stato l'unico modo che l'America ha trovato per sostenere e in qualche modo 'ripagare' per questo dolore, un dolore che però non si è ancora spento, nonostante siano passati ben 10 anni.

Di © Riproduzione Riservata
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