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Dimissioni ministri Pdl: è crisi di Governo

Detto fatto. Sabato i ministri del Pdl hanno deciso di dare le loro dimissioni, sperando nella caduta del Governo. Mercoledì Letta chiederà nuovamente la fiducia ad entrambe le camere.

Dimissioni ministri Pdl: è crisi di Governo

È crisi per il Governo Letta. Sabato i Ministri del Pdl, in seguito alla decisione del Governo di aumentare l'Iva, hanno deciso di dare le loro dimissioni. Decisione, questa, che nasconde un tentativo di salvare il leader del partito, Silvio Berlusconi, dalla decadenza, facendo cadere il Governo Letta prima della riunione della Giunta. Mercoledì il Parlamento voterà la fiducia ad un Letta-bis, e solo allora scopriremo se la strategia del Cavaliere avrà ottenuto successo.

Crisi governo

Le dimissioni dei Ministri Pdl
«Non ci sono condizioni per restare». Queste le poche parole presenti sulla nota congiunta inviata dai ministri del Governo Letta, Angelino Alfano, Nunzia De Girolamo, Beatrice Lorenzin, Maurizio Lupi e Gaetano Quagliariello. La motivazione ufficiale? La decisione del Governo di aumentare l'Iva, a partire dal primo ottobre, dal 21 al 22%; decisione che va contro il programma elettorale del Pdl. La motivazione ufficiosa? Far cadere il Governo, andare nuovamente al voto ed evitare così che la Giunta si riunisca il 4 ottobre e decida per la decadenza di Silvio Berlusconi.
Una decisione folle, che va contro il giuramento che i ministri pronunciano al momento dell'insediamento nel Parlamento, nel quale affermano di esercitare le proprie funzioni nell'interesse esclusivo della Nazione.


Ma non tutto il partito di Berlusconi è stato d'accordo con la decisione presa e hanno deciso di dissociarsene. Tra questi, quello che più ha creato scalpore è stato Angelino Alfano il quale ha avuto un repentino cambio di idea. Su facebook il vice-premier ha scritto: «Sono berlusconiano e leale. Oggi la lealtà mi impone di dire che non possono prevalere posizioni estremistiche estranee alla nostra storia, ai nostri valori e al comune sentire del nostro popolo».
Oggi, alle ore 17, alla Camera si terrà l'assemblea congiunta dei gruppi del Pdl, riunione alla quale sarà presente anche Berlusconi, nella quale si tenterà di trovare un punto di incontro in vista della fiducia al Governo.

Crisi governo

Mercoledì la fiducia
«Mercoledì probabilmente andremo in Parlamento, è la cosa migliore. Chiederemo la fiducia in entrambi i rami. E ognuno si prenderà le sue responsabilità. Non ho intenzione di governare a tutti i costi, serve una fiducia che consenta di applicare il programma, non per tre giorni. Se non c'è tirerò le conclusioni», ha spiegato Enrico Letta nel suo intervento alla trasmissione “Che tempo che fa”.
In precedenza il Premier si era recato al Colle e aveva avuto un colloquio con Giorgio Napolitano; i due hanno insieme deciso per una richiesta di fiducia il prima possibile, sperando che una parte del Pdl cambi idea e si opponga alla decisione presa dai ministri pidiellini.
Se mercoledì Letta non otterrà la fiducia, la decisione spetterà a Giorgio Napolitano, il quale ha dichiarato che lo scioglimento delle camere sarà l'ultima mossa, in caso non si trovino alternative valide. Il Presidente della Repubblica dovrà quindi tentare la via del “governo del presidente” con una scelta di un premier tecnico.

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
TAG  governo   berlusconi  
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