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Corea del Nord: 80 individui giustiziati

Guardare televisione sudcoreana, possedere una Bibbia in casa: sono queste le motivazioni che hanno portato all'esecuzione pubblica di circa 80 cittadini nordcoreani.

Corea del Nord: 80 individui giustiziati

Sono circa ottanta le persone che, da inizio novembre, sono state giustiziate pubblicamente in Corea del Nord per motivi che, a noi occidentali, risultano estremamente futili – con cognizione di causa, oserei dire. Lo ha riferito il quotidiano sudcoreano “JoongAng”, il quale ha indicato queste “punizioni” come le prime esecuzioni su vasta scala da quando il "giovane generale" Kim Jong-un ha preso il potere.
Il tutto pare sia sia svolto lo scorso 3 novembre alla luce del giorno, per fare in modo che il popolo nordcoreano potesse vedere con i propri occhi a quali conseguenza potrebbero portare alcune azioni proibite dalla legge.


Le “colpe”
Una repressione durissima quella effettuata nei confronti di circa ottanta cittadini nordcoreani durante questi primi giorni di novembre. Uccisi violentemente nelle piazze delle città, davanti a molti spettatori, questi individui hanno ricevuto una pena enormemente più grande rispetto alla loro misera colpa, se di colpa vogliamo parlare. È infatti l'aver guardato la televisione sudcoreana che ha causato la morte di questi cittadini, senza alcun diritto di replica.
A Wonsan, secondo “JoongAng”, otto individui sarebbero stati legati ad alcuni pali all'interno dello stadio locale, incappucciati con dei sacchi bianchi e poi uccisi a colpi di mitragliatrice. Una pena durissima, inflitta loro perché possedevano una Bibbia nella loro dimora.

Corea del Nord esecuzioni

La censura
Il problema è semplice da comprendere, ma difficile da risolvere. Il governo totalitario di stampo stalinista instaurato in Corea del Nord ha lentamente annientato la libertà delle persone, costringendole a pensare tutte nella stessa maniera.
La censura coreana è fortissima e la propaganda insieme con la Televisione non fanno che inculcare nella testa delle masse che tutto va bene e che fuori il mondo è terribile e pericoloso, un nemico da contrastare tenacemente. Non esiste internet, non si può uscire dai confini coreani e televisioni e radio possono captare solo i canali statali.

C'è ancora chi si ribella, chi riesce a ragionare con la propria mente; ma la repressione feroce e durissima riservata a coloro che decidono di andare contro il sistema ha il potere di far desistere tutti gli altri dal creare movimenti di opposizione. Un circolo vizioso, dunque, da cui pare non si riesca a vedere neanche lo spiraglio della luce di un nuovo giorno.

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
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