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Pronto soccorso: il codice lilla per i disturbi alimentari

Insieme al codice bianco, verde e rosso, il ministero della Salute ha deciso di introdurne un nuovo codice per accogliere i pazienti con disturbi alimentari che si presentano al triage

Pronto soccorso: il codice lilla per i disturbi alimentari

In Italia sono 3 milioni le persone che soffrono di disturbi alimentari e purtroppo fino ad oggi solo le associazioni si sono occupate del recupero dei pazienti affetti da bulimia, anoressia, binge-eating.
Qualche mese fa, però, il Ministero della Salute ha promosso un'iniziativa chiamata Raccomandazioni per intervenire in pronto soccorso per un codice lilla.
L'intenzione è quella di dare delle linee guida al personale sanitario che si trova al triage e deve accogliere persone con questa tipologia di disturbi.

Percorsi specifici in ospedale
Il codice lilla è stato fortemente voluto dalle associazioni dei familiari e dagli operatori sanitari poiché entrambi hanno bisogno di indicazioni pratiche. Purtroppo ad oggi non esistono piani terapeutici e trattamenti di cura specifici e in Italia le cure sono spesso indirizzate ai pazienti che non si alimentano da giorni ed hanno bisogno di flebo per poter sopravvivere. Nel momento in cui la persona riprende le sue funzioni vitali viene rimandata a casa senza però ricevere un'assistenza adeguata.
Avere nei pronto soccorso degli ospedali figure professionali preparate sui disturbi alimentari significa, invece, poter identificare tempestivamente chi soffre di tali patologie.
Il progetto del codice lilla è orientato seguendo alcune linee base ben precise; ci deve essere in primis un'appropriata presa in carico poi la tempestività delle cure, la continuità della terapia ed una collaborazione ospedale-famiglie-associazioni e strutture dedicate.
Un vero percorso di cura mirato che ha come obiettivo il benessere di milioni di persone.


Raccomandazioni per i familiari
Il ministero ha voluto completare le linee guida del codice lilla destinate ai sanitari con un documento per le famiglie di chi è affetto di disordini alimentari.
Queste raccomandazioni vogliono aiutare i parenti a conoscere i sintomi di bulimia, anoressia e disturbo delle abbuffate compulsive e quali comportamenti adottare con la figlia/o che ne soffre.
I genitori devono imparare a cogliere i segnali sospetti e parlarne con personale esperto (medici di base e pediatri sono il primo canale) per riconoscere tali disturbi il prima possibile.
Riuscire ad intervenire precocemente significa evitare che semplici forme di disagio si cronicizzino trasformandosi in vere e proprie malattie.


Informazioni utili
Tra le indicazioni all'interno delle Raccomandazioni si evidenzia che i disturbi alimentari colpiscono in prevalenza il genere femminile nella fascia adolescenziale e giovanile anche se ci sono casi di maschi e di adulti.
Il peso non è l'unico dato da considerare ma è importante notare le alterazioni dello stato di nutrizione (mangiare troppo, troppo poco, digiunare, abbuffarsi).
Sofferenze psicologiche, emotive, difficoltà relazioni e sociali spesso si accompagnano ai disturbi alimentari.
Infine bisogna intervenire sia da un punto di vista medico-nutrizionale sia su un piano psichiatrico e psicoterapeutico.

Di , © Riproduzione Riservata
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