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Cdm: riforma della scuola, Rai e città sicure

Novità su più fronti presentate al termine della riunione del Consiglio dei ministiri. Dalla cultura, con gli interventi in Rai e la riforma della scuola, all'inasprimento delle pene per chi compie furti e rapine

Cdm: riforma della scuola, Rai e città sicure

Si è chiuso nella tarda serata il Consiglio dei ministri in cui si è parlato di alcune riforme attese. La prima è quella della scuola, che, come annunciato, dovrebbe portare all'assunzione di 100mila precari, ma introdurre anche molte novità. Come accade con ogni governo che ne abbia formulata una, la discussione del testo ha coinciso con manifestazioni di studenti e precari in molte città (si è parlato di 50mila adesioni). Il secondo punto riguarda la riforma della Rai, un altro passo verso «il rinnovamento culturale del paese». Terzo e ultimo punto, l'inasprimento delle pene per reati quali furto e rapina, raddoppiati in dieci anni.

La riforma della scuola
Il Cdm ha approvato il decreto di legge che riformerà il sistema dell'istruzione. Lunedì, assicura Renzi, il testo sarà in Parlamento. Le novità sono state riassunte in dieci slide, presentate nella conferenza stampa di chiusura del Consiglio dei ministri. Ecco i punti principali. Scatti di anzianità e assunzioni: i primi restano intatti mentre per le assunzioni, 100mila precari in graduatoria saranno assorbiti dagli istituti. Per gli altri, sarà bandito un concorso. Si parla di maggiori garanzie per gli studenti per quanto riguarda gli insegnanti: i curriculum di questi saranno pubblicati online, per assicurare una maggiore trasparenza. Inoltre sarà il preside a selezionare l'organico tra una rosa di insegnanti. Il dirigente scolastico potrà assegnare loro le cattedre o singoli progetti. Sarà l'istituto a occuparsi della formazione permanente dei singoli docenti. Esisterà anche un margine per il merito: ogni preside avrà un fondo con cui premiare gli insegnanti eccellenti (il governo metterà a disposizione 200 milioni a partire dal 2016).
Per quanto riguarda il sostegno economico alle scuole, il governo ha previsto l'assegnazione ai singoli insegnanti di 500 euro da spendere per strumenti utili come libri, biglietti di teatro, concerti, mostre o dvd. Gli italiani potranno sostenere il sistema scolastico destinando il 5 per mille del loro stipendio sulla dichiarazione dei redditi. A questo si aggiunge lo “school bonus”, un bonus fiscale per i cittadini, le fondazioni e le imprese che investono nella scuola.

Cosa accadrà alla Rai
Per il premier Matteo Renzi, la tv pubblica diventerà «una delle più grandi imprese culturali d'Europa». Il modello a cui si ispirerà è quello delle aziende private: vi sarà un capo unico (finora al vertice ci sono un presidente, Anna Maria Tarantola, e un direttore generale, Luigi Gubitosi), indicato dal governo, e un consiglio di amministrazione eletto dal Parlamento riunito in seduta comune.

Furti e rapine, pene più dure
È un tweet del ministro dell'Interno Angelino Alfano ad anticipare il contenuto dell'emendamento sull'inasprimento delle pene per i suddetti reati: «Pene raddoppiate per i furti in casa». Nel corso del Consiglio dei ministri, il governo ha discusso sul testo che prevede punizioni più severe per chi compie furti in abitazione, scippi, rapine. Negli ultimi dieci anni, a fronte di una diminuzione generale dei reati, i “topi d'appartamento” sono raddoppiati. Questo mina la serenità e il benessere delle famiglie.

Per il furto in casa e con strappo, si alza la pena minima: da 1 a 3 (il massimo resta 6 anni). In caso di aggravanti, il condannato rischia da 4 a 10 anni. Per la rapina si passa da 3-10 a 4-10 anni. In caso vengano usate armi, travestimenti, complici e il furto avvenga in abitazione o sui mezzi di trasporto, se la vittima ha appena prelevato o ha più di 65 anni, le pene aumentano: condanna da 5 a 20 anni.

Si attenuano invece le pene per reati minori, “in materia di non punibilità per particolare tenuità del fatto”. In altre parole, in base al decreto legislativo, quando il fatto compiuto è tenue e segue a un comportamento non abituato, lo Stato può decidere di non punire la persona e affidare il caso al tribunale civile.

Di Caterina Michelotti © Riproduzione Riservata
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1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da laicen
     

    Ormai succede di tutto nelle scuole, bisogna fermare queste cattiverie.

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