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Catcalling, le molestie di strada

Fischi, strombazzi, gesti volgari e avance sessuali a donne che camminano per strada o corrono in un parco. Un fenomeno in crescita che va denunciato e non banalizzato

Catcalling, le molestie di strada

È di qualche giorno fa l'appello lanciato e denunciato da Aurora Ramazzotti in una stories di Instagram dopo aver ricevuto commenti scurrili mentre correva per le strade della sua città.
Ma la figlia della nota showgirl e del cantante romano non è purtroppo l'unica ragazza/donna vittima di un fenomeno chiamato catcalling, che consiste in fischi, schiamazzi, commenti sessisti accompagnati da gesti volgari e strombazzi con il clacson.
Il termine inglese nasce dall'unione della parole cat, gatto e calling, chiamare e sembra derivare dall'atto di fischiare che veniva riservato agli attori in teatro come segno di disapprovazione.
In realtà però è la parola usata per descrivere l'atteggiamento maleducato con cui gli uomini rivolgono apprezzamenti e molestie verbali alle donne mentre camminano per strada, fanno jogging o salgono su un autobus.


Credits: Foto di @donterase | Pixabay
Non sono complimenti
Il catcalling fa parte delle molestie di strada (street harassment) insieme a quegli atteggiamenti verbali e fisici che avvengono nei luoghi pubblici. Sebbene venga rivolto soprattutto alle donne, può riguardare anche individui disabili, omosessuali, transessuali e minoranze etniche.
Dal momento che episodi di questo genere sono molto diffusi molte persone di sesso femminile non si sentono più libere di camminare per strada o di indossare scarpe e abiti che potrebbero in qualche modo richiamare l'attenzione e i richiami di qualcuno.
Frasi del tipo “ciao bella”, “che gambe...”, “cosa ti farei...” etc non sono complimenti e nemmeno un modo per cercare di corteggiare una ragazza ma fanno parte delle molestie verbali.

Cosa provano le vittime di molestie da strada
Da una ricerca condotta dalla Cornell University nel 2015 è emerso che l'80% delle ragazze intervistate al di sotto dei 17 anni, ha dichiarato di essere stata vittima di catcalling e dopo questi episodi ha prestato più attenzione all'abbigliamento da usare piuttosto che alla strada da percorrere.

I vari commenti ricevuti e i fischi possono generare nelle donne sentimenti contrastanti; molte ragazze provano rabbia, impotenza e disagio sia per il tipo di molestia che per il fatto di non poter reagire per il timore di altre conseguenze.

Alcune vittime di catcalling poi si sentono sporche e hanno sensi di colpa per aver magari indossato un vestito un po' corto o vistoso, ma è importante che le donne si ricordino che non devono vergognarsi o sentirsi sbagliate perché chi sta commettendo qualcosa di sbagliato sono gli uomini che hanno questo atteggiamento.


Credits: Foto di @geralt | Pixabay
Cosa dice la legge e come è meglio comportarsi
Mentre in Francia nel 2018 Emmanuel Macron ha emanato un disegno di legge che prevede di multare chi rivolge complimenti non richiesti alle donne per strada, in Italia questo tipo di street harassment non è considerato un reato.
Dal momento perciò che lo Stato non tutela, è importante imparare a reagire adeguatamente nel caso si subiscano molestie verbali per strada, al parco o sui mezzi pubblici.
Per prima cosa è fondamentale restare calme e non mettersi in situazioni rischiose, quindi se si vuole rispondere all'offesa bisognerebbe farlo solo se si è in un luogo con molte altre persone.
La cosa migliore però è cercare di mostrarsi indifferenti e sicure di sé, fingendo di non aver sentito e proseguendo per la propria strada.
Mai sentirsi in colpa e cambiare le proprie abitudini perché in questo modo la si dà vinta a fenomeni del genere.
Meglio invece confidarsi con degli amici, sfogarsi e raccontare quanto accaduto per non sentirsi sole e non perdere la fiducia di se stesse.

Di , © Riproduzione Riservata
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