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Carbon neutral o carbon neutrality: cosa significa e cosa devono fare le aziende per avere questo importante riconoscimento

Basta parlare, finalmente i fatti per salvaguardare l'ambiente, una delle azioni di spicco è la certificazione Carbon Neutral. Ecco perché

Carbon neutral o carbon neutrality: cosa significa e cosa devono fare le aziende per avere questo importante riconoscimento

Si è iniziato a parlare di carbon neutral o carbon neutrality già più di dieci anni fa con l'avvio della sensibilizzazione all'innalzamento della temperatura globale e a tutte le problematiche ad essa correlate. 
Ormai non si poteva più dire soltanto "Save the Planet", ma concretamente si sono iniziati studi ed analisi sulle cause e conseguentemente come andare a contrastare e risolvere il pregiudicamento del futuro della terra. Poi ultimamente l'avvento di Greta Tundberg e dell'innalzamento della soglia di attenzione alle problematiche ambientali e ora finalmente succede qualcosa.

Purtroppo però ci sono voluti molti anni per generare dei processi e delle procedure verso cui indirizzare aziende, enti e chiunque con la sua attività genera un quantitativo di CO2 dannoso per l'ambiente, ma finalmente tutto è pronto.
Cerchiamo di saperne di più.


Credits: Foto di @chris_lebouttilier | Pixabay
Carbon neutral, ovvero?
Non facciamoci fuorviare dal nome di stampo inglese perché non stiamo parlando del carbone, ma di anidride carbonica, o meglio il sempre citato, parlando di livelli di inquinamento, di CO2: il biossido di carbonio. Essere carbon neutral significa quindi andare ad azzerare l'impatto che la propria azienda, ente o qualsiasi altra struttura ha sull'ambiente. Questo avviene sia riducendone l'emissione sia andando a compensare con qualcosa di equivalente come la piantumazione, gli alberi sono il trasformatore naturale e generatore di aria pulita.

Perché il CO2 è dannoso
Questo gas è naturalmente presente nell'atmosfera ma in concentrazione limitata, in teoria. Il suo innalzamento di livello va a danneggiare l'ozono dell'atmosfera terrestre generando così una maggior penetrazione dei raggi ultravioletti che sono dannosi per l'uomo e per l'ambiente. La presenza eccessiva di CO2 genera anche una cappa che impedisce la normale dispersione del calore che viene prodotto nei centri urbani, andando così ad impedirne il naturale smaltimento. Qualsiasi attività produce CO2, ovviamente le combustioni per avere energia nelle industrie produttive, le auto, gli impianti di riscaldamento...

Anche gli uomini con la respirazione ne producono, ovviamente in quantità irrisoria, ma anche farsi una doccia produce CO2, o tenere accesa la televisione. Quindi sui grandi numeri, ridurre la produzione di CO2 è quello che può efficacemente salvare il pianeta dall'innalzamento della temperatura. Questo non vuol dire ragionevolmente spegnere tutto, ma attuare azioni che vadano a compensare l'emissione di biossido di carbonio.


Credits: Foto di @12831137 | Pixabay
Quali sono le procedure per ottenere questa importante certificazione?
Nel 2018 è stato creato un ente no-profit, denominata Climate Neutral, dall'idea che, dopo avere sperimentato personalmente da uno dei due fondatori, fosse tranquillamente possibile con un investimento ridotto, andare a ridurre il CO2 emesso. Questa azienda ha così steso un protocollo che si basa su una analisi della situazione per calcolare il quantitativo di emissione di biossido di carbonio e stendere poi le diverse azione atte a ridurre e recuperare quanto di nocivo viene emesse nell'ambiente. Basta quindi rivolgersi direttamente a loro per avere un piano di azione e aiutare il pianeta e la sua conservazione. Le azioni partono da eliminazione di sprechi, conversione energetica, investimento nel rimboschimento di diverse zone del pianeta e via dicendo.

Quali sono le aziende certificate Carbon Neutral
La conferenza ONU del 2019 di Madrid sul clima ha inoltre dato una ulteriore spinta alla scelta di essere Carbon Neutral e ben 500 aziende, tra cui 20 italiane si sono impegnate verso questa nuova frontiera. A oggi tra quelle di diverse tipologie, Lavera che già della cosmesi naturale era un esempio ha anche la certificazione Carbon e Climate Neutral, Illy Caffè ha iniziato il suo percorso nel 2020 partendo dai bar monomarca e dando come termine per la certificazione di tutta l'azienda il 2033, il Gruppo Volkswagen entro il 2050, Save th Duck nel campo dei piumini ecologici ha dato il termine nel 2030, Gucci (come altre aziende del gruppo Kering) parte dalle “operation” per estendere a tutte le altre funzioni aziendali. Anche Regione Toscana, verso i 63 comuni più a rischio sta incentivando questa iniziativa con stanziamenti di diversi milioni di euro.


Credits: Foto di @geralt | Pixabay
Ultime novità, anche la certificazione Climate Neutral
A seguito di un grande interesse e a molte aziende che si sono e si stanno impegnando verso questa direzione, è stata creata anche un'ulteriore certificazione, ovvero una completezza di quella Carbon Neutral, denominate Climate Neutral. Ovvero, alle emissioni azzerate di CO2, viene anche effettuata una revisione di qualsiasi altra problematica legata all'impatto ambientale, come lo smaltimento e riciclo completo dei rifiuti, sia di quelli prodotti direttamente che indirettamente, come arredi e strumenti di lavoro non più funzionanti, l'impiego di alimenti e snack a impatto zero.
Anche questa iniziativa sta riscontrando grande successo e sempre più aziende vogliono fregiarsi di questa certificazione che è anche un buon veicolo pubblicitario perché riportato su prodotti e confezioni. Così la gente può attuare un consumo sempre più responsabile.

Di , © Riproduzione Riservata
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