Home » Società » Attualità » Cannabis legale in Veneto, dopo Liguria e Toscana

Cannabis legale in Veneto, dopo Liguria e Toscana

In Veneto, dopo Liguria e Toscana, la commissione ha dato il via libera alla distribuzione gratuita dei farmaci e preparati a base di cannabis.

Cannabis legale in Veneto, dopo Liguria e Toscana

Martedì 18 settembre, il consiglio regionale del Veneto ha approvato la distribuzione gratuita negli ospedali e nelle farmacie di farmaci e preparati cannabinoidi. Il Veneto è la terza regione di Italia dove è stato approvato il testo dopo le disposizioni ministeriali del 2007, dopo Toscana e Liguria.
La valenza terapeutica dei derivati dalla cannabis è stata già riconosciuta proprio nel 2007 ma ancora non c’era il via libera.

Lunghi e importanti studi sulle ‘reali’ funzioni dei preparati a base di cannabinoidi hanno attestato che questi possono curare gravi malattie. I farmaci e preparati a base di derivati di cannabis sono utilizzati nelle cure dei pazienti malati di sclerosi multipla, distrofia muscolare, Parkinson, Alzheimer, dei malati terminali, di cancro, nei pazienti con patologie neurologiche, che hanno subito traumi cerebrali, che soffrono di asma, nelle cure palliative e antalgiche.

Cannabis legale Veneto Liguria Toscana

I farmaci realizzati con uso di cannabis non vanno assolutamente assunti in autonomia, autogestiti dal paziente perché il rischio che possano danneggiare piuttosto che curare è altissimo. Vanno assunti sempre sotto stretto controllo medico che seguirà, passo dopo passo, i vari stadi della terapia.
Non si tratta infatti di un’assunzione a scopo ‘superfluo’, come si può facilmente pensare e fraintendere, ma di una vera e propria terapia curativa.

Cannabis legale Veneto Liguria Toscana

Come già detto, Toscana e Liguria sono state le prime regioni a stanziare dei fondi per assicurare la gratuità dei farmaci a base di cannabis. Ora anche la regione Veneto si allinea alle prime due. Quest’ultima ha stanziato 100mila euro per acquistare i farmaci. Purtroppo i fondi messi a disposizione non sono moltissimi perché l’Italia dipende interamente dalla produzione dei paesi esteri.

Il costo, infatti, è davvero molto alto e la procedura è lenta e spinosa. In Italia non ci sono assolutamente produttori registrati, sebbene la delibera risalga al 2007. Ospedali e farmacie devono, dunque, importare dall’estero e il tempo di attesa è di circa sei mesi mentre il prezzo finale è maggiorato di quasi 10 volte il costo del prodotto. L’ordine del farmaco segue uno scrupoloso controllo medico e lo specialista attesta il bisogno del prodotto sotto la sua completa responsabilità; poi ci penserà l’Asl a ordinarli all’estero ma solo dopo aver avuto l’autorizzazione del ministero della Salute.

Per ora si tratta solo di una fase sperimentale.

Di © Riproduzione Riservata
CONDIVIDI

LASCIA UN COMMENTO


GOOGLE ADS

Questo sito Web utilizza "cookie" a fini statistici e per la navigazione nonché cookie di terze parti. Continuando la navigazione su questo sito, ritornandovi in seguito, cliccando sui link al suo interno o anche facendo scrolling dichiari pertanto di acconsentire al loro utilizzo. [Cookie Policy]  

Accedi con facebook Accedi con google



Hai dimenticato la Password?
Non sei ancora iscritto?

Ricordami