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Un cane all'asilo nido: Bologna introduce la pet education

Un asilo nido nella periferia di Bologna ha introdotto in classe un golden retriver per l'educazione all'affettività e alle emozioni dei bimbi. Un progetto sperimentale che potrebbe avere molto successo!

Un cane all'asilo nido: Bologna introduce la pet education

Si chiama Boris il golden retriver che da qualche settimana è entrato nelle classi dell'asilo Graziella Fava nel quartiere Reno, appena fuori Bologna, per interagire con i bambini piccoli, che a questa età facilmente si identificano con gli animali.
L'idea, che prevede l'ingresso di un cane all'asilo nido, fa parte di un progetto di pet-education, ovvero di un insieme di attività ludiche ed educative assistite dagli animali, che da qualche tempo sono state introdotte in alcune scuole per l'infanzia.
Questi laboratori, però, non devono essere confusi con quelli di pet-therapy che consistono nella terapia assistita dagli amici a 4 zampe nei confronti di bambini e adulti con disagi.

 


Un'esperienza diretta
Le ricerche ormai lo confermano da tempo, il rapporto animali-bambini apporta numerosi benefici nelle varie fasi di sviluppo.
Far entrare il cane all'asilo nido, significa insegnare ai più piccoli l'interazione con il “nuovo compagno peloso”, imparando a prendersi cura di lui, accarezzandolo, pettinandolo e coccolandolo.
Tutto questo aiuta i più timidi a sviluppare sicurezza ed autostima, i più irrequieti ad imparare la pazienza e tutti piano piano riescono a tirare fuori le proprie emozioni.
Nella scuola dell'infanzia di Bologna sono previsti 6 incontri di un'ora ciascuno con gruppi di massimo 10 bambini, proprio perché in questo modo tutti possono avere la stessa possibilità di approcciarsi al nuovo amico; prima di incontrare il cane, però, vengono spiegate differenze e similitudini uomo-animale, attraverso giochi e attività varie.

 


Un animale addestrato
Gli amanti degli animali sanno bene quanto bello sia il legame di complicità che si instaura con il proprio cane o gatto che sia, ma il cane, come scrisse George Gordon Lord Byron «possiede la bellezza senza la vanità; la forza senza l'insolenza; il coraggio senza la ferocia e tutte le virtù dell'uomo senza i suoi vizi».
Per questo motivo il progetto di pet education ha pensato di portare un cane all'asilo nido e non altri animali, perché lui è dotato di pazienza, tolleranza e rispetto.


Ovviamente Boris, come tutte le altre “bestiole” utilizzate a questo scopo, è addestrato e sa come interagire con i bambini: è paziente, disponibile a giocare, a farsi toccare e coccolare.
Così anche i piccoli che non sono abituati a questo rapporto possono sperimentarsi e manifestare le proprie paure, e con il tempo anche i più timorosi riescono ad instaurare con il “peloso” un rapporto di complicità.
Infine, sebbene così piccoli, i bambini imparano a capire che le esigenze dell'animale sono simili alle loro: hanno bisogno di mangiare, bere, di affetto, ma anche di momenti di solitudine.
E quando Boris esce dall'aula non è raro assistere al pianto del bimbo che inizialmente era reticente e impaurito.

Di © Riproduzione Riservata
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