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Biogas e biometano: il prossimo futuro

Il mese scorso a Torino presso la tecnologica struttura “Environment Park” c'è stato il Convegno "Biogas e Biometano: la sfida delle energie intelligenti". Una giornata interamente dedicata alle nuove forme di energia.

Biogas e biometano
L’Environment Park di Torino è un nuovissimo e tecnologico polo di gestione e di sviluppo d queste sopra citate energie in cui si sono aggregate 100 imprese per sviluppare dei nuovissimi e futuristici progetti dedicati alle energie rinnovabili anche grazie agli stanziamenti regionali.
Le risorse che la Regione Piemonte ha mosso sono ingenti, si parla infatti di 6 milioni di euro a favore di questi progetti, ne ha parlato ampiamente al convegno l’ingegnere Zitella, operativo al Polo, responsabile delle attività del laboratorio e delle progettazioni di questi nuovi impianti, ma soprattutto del progetto a largo respiro dal nome “Progetto Gas High Way”, molto ambizioso che collega Torino lungo un lunghissimo percorso con altri paesi europei, tra i quali la Spagna fino alla lontana Finlandia, il fine è quello di aumentare e diffondere capillarmente la rete di biometano, coinvolgendo produttori, aziende e distributori.

I grandi ostacoli da superare per poter ampliare questo progetto sono rappresentati da barriere burocratiche, legislative e tecnologiche.
Presso il polo si sviluppano progetti legati all’energia, alla bioedilizia, alle nanotecnologie al plasma, alla ricerca, alla sostenibilità energetica volta al recupero.
In questi ultimi anni ad esempio sono stati utilizzati tutti gli scarti di frutta e verdura e umido recuperati dal vicino ipermercato Coop, per l’installazione interna al Parco e il riutilizzo energetico dalla materia prima. Al momento esistono, infatti, tre installazioni, una delle quali utilizza e testa le fonti rinnovabili, un grande impianto pilota, una seconda installazione tratta le  biomasse e un terzo impianto che tratta la depurazione dei nitrati derivanti dai reflussi zootecnici.
Biogas da rifiuti urbani
Il gas metano è tra questi progetti, uno dei soggetti principali, su di esso si dovrebbe puntare in futuro, non troppo lontano, è per questo che bisognerebbe incoraggiare lo sviluppo di una rete adeguata di supporto, atta a sostenerne la sua corretta diffusione e soprattutto l’utilizzo, partendo dal presupposto che è possibile impiegarlo, dai mezzi pesanti, alle macchine, ai bus cittadini.
È a questo punto che è necessaria una maggiore diffusione conoscitiva, e tecnologica di un settore che, allo stato attuale ancora non è molto sviluppato e conosciuto, ma soprattutto poco supportato.
Il biogas deriva dai rifiuti urbani, anche se è assolutamente producibile partendo da rifiuti industriali e agricoli.
Sarebbe necessario poter aumentar i veicoli alimentati da questo “carburante”, costruire una sorta di mappa europea di tutti i soggetti coinvolti in questo progetto.


Cosa sono il biogas e il biometano?

Il biogas è una miscela di più gas, tra cui soprattutto il metano, derivante dalla fermentazione in assenza totale di ossigeno da parte di alcuni batteri, sui residui (rifiuti) organici e vegetali provenienti dai nostri rifiuti organici cittadini ( la raccolta dell’umido, oppure dai liquami zootecnici, dai fanghi di depurazione, dalle carcasse in putrescenza).
Dalla decomposizione di questo materiale si produce anidride carbonica, metano, idrogeno.
Si tratta di un gas che si forma, in natura, in modo del tutto spontaneo, e le discariche cittadine diventano dei “serbatoi” enormi di questa energia! Ma questo gas deve essere assolutamente “raccolto” e incanalato per far sì che non si diffonda liberamente nell’ambiente, e utilizzato a scopo energetico.
Il biometano si ricava da una depurazione del biogas e questa sua trasformazione consente di utilizzarlo come carburante per veicoli al posto della benzina e del gasolio.

Come si forma il biogas
Qualche numero?

Da una discarica che produce ogni anno circa 1.000.000 metri cubi si produce circa 5.5 milioni di metri cubi di bio gas all’anno.

Il biogas ha dunque tre fonti:

  • rifiuti organici urbani
  • letame dagli allevamenti suini, bovini
  • fanghi di depurazione

Se  l’impianto di biogas si basa su materiale solido si definisce “a secco”, cioè non utilizza acqua, che deriva in modo naturale dall’umidità stessa dei prodotti (rifiuti) usati.
Biogas da letame di animali
Il biogas ricavato si usa per

  • caldaie (combustione)
  • produrre energia elettrica o calore
  • per auto e veicoli in genere (biometano)


L’utilizzo del biometano come carburante per veicoli è molto presente in paesi tra i quali la Germania, la Svizzera e la Svezia, e ora in Italia ( ma siamo all’inizio) poiché si allinea a politiche ecosostenibili, questo perché la Co2 prodotta per la combustione del metano è la medesima “bloccata” dalle piante o consumata dagli animali che si cibano di piante-foraggio-cereali.

I passi che allo stato attuale si stanno compiendo in Italia sono quelli di censire esattamente la potenzialità effettiva di biomasse, le reali e concrete esigenze di mercato, la fattibilità economica di tale progetto e gli investimenti economici che ne conseguono.

Per ora è possibile dire e anticipare che con le risorse di rifiuti che abbiamo potremmo costruire 5 centrali nucleari a … biogas! Dunque una grandissima potenzialità.

Di © Riproduzione Riservata
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