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Il Presidente Americano Obama tende la mano all’Iran

Sembrerebbe che il Presidente degli Stati Uniti voglia davvero compiere una grande rivoluzione politica e sociale, sembrerebbe che si possa iniziare a sperare in un futuro di pace... ma quale sarà la risposta alla mano tesa degli Stati Uniti?

Il Presidente Americano Obama tende la mano all’Iran

 

Barack Obama
L’elezione di Barack Obama quale Presidente degli Stati Uniti è stato un evento assolutamente inaspettato e rivoluzionario, non solo per il colore della sua pelle ma anche, o forse soprattutto, per le idee che ha sempre apertamente dichiarato. Il Presidente Obama dal primo giorno ha dimostrato la sua ferma volontà di cambiare la rotta della politica americana, sia nei rapporti interni che in quelli esteri.

Le sue iniziative sono state molto coraggiose e la cosa più importante è che oggi che ricopre il ruolo di Presidente sta cercando di tener fede alle “promesse elettorali”.
Proprio l’impegno dimostrato nel mantenere le promesse fatte durante la campagna elettorale rappresenta una piccola ma significante rivoluzione che desta stupore nei popoli, come quello italiano, abituati da sempre a conoscere due realtà completamente opposte: la realtà in fase di campagna elettorale e la realtà del post- elezione.

La vera rivoluzione del Presidente Obama sta nel dare un’impronta nuova al pensiero americano: un pensiero solidale, umano e rivolto ai più deboli. Con il nuovo presidente l’America scopre di non poter vincere ogni problema con l’uso della forza, scopre che l’aiuto del più debole è la base per sconfiggere tutti i mali. Inoltre, negli Stati Uniti,  il Presidente ha iniziato una politica che possa colpire anche i potenti, coloro che hanno acquisito o acquisiscono diritti ingiustificati solo perché la loro forza li rende invulnerabili.

Negli ultimi giorni il Presidente ha dato inizio ad una serie di iniziative condivisibili e condivise, quali il blocco dei bonus multi milionari in favore dei dirigenti responsabili dei crack finanziari americani, l’apertura a iniziative sociali volte a garantire l’assistenza sanitaria anche ai meno abbienti oltre ad una serie di interventi per bloccare la grave crisi economica internazionale.

Ali-Khamenei
Dal lato dei rapporti esteri, tra gli Stati Uniti e gli altri paesi, qualche giorno fa il Presidente ha compiuto un passo storico tendendo una mano all’Iran con l’intenzione di fermare la tremenda escalation di conflitti che colpiscono i territori del Medio Oriente.
Il rapporto USA – Iran è teso da ormai oltre 30 anni con minacce di attacchi e guerre costanti,  non ultima la questione sorta nel precedente governo Bush circa l’opportunità di costruire centrali nucleari nel territorio iraniano. L’intervento di Barak Obama, attraverso un video messaggio, aveva lo scopo di distruggere la cortina che da troppo tempo divide i due stati proponendo di lasciar perdere il passato e di iniziare un nuovo cammino comune, un cammino che possa servire a superare i problemi ed a operare insieme per ottenere la pace in Medio Oriente.



Un semplice messaggio, in apparenza, ma che ha una rilevanza storica. Per mostrare ancor di più la volontà di avvicinarsi al popolo iraniano il video messaggio era sottolineato in lingua farsi e con esso il  Presidente ha annunciato che l’amministrazione americana ha la seria volontà di intraprendere un cammino di collaborazione con lo stato iraniano.Mahmoud_Ahmadinejad



Le prime risposte al messaggio non sono state molto incoraggianti; il portavoce del Presidente Mahmud Ahmadinejad ha dichiarato freddamente di accogliere favorevolmente l’iniziativa degli Stati Uniti ma che si attendono gesti concreti che facciano seguito alle parole. Più dura invece la risposta del leader supremo Khamenei il quale ha dichiarato che "La politica degli Usa non è cambiata, pensino a farlo, allora cambieremo la nostra", ed ha inoltre aggiunto  che “gli Stati Uniti devono smetterla di immischiarsi negli affari degli altri Paesi. Solo così non saranno i più odiati al mondo".





Nonostante il primo responso non sia molto positivo è ormai chiaro che dagli Stati Uniti stia partendo una vera rivoluzione, una rivoluzione positiva e pacifica. I messaggi di pace, se reali, non potranno essere fermati dalla volontà di un solo leader e avanzeranno con una forza inarrestabile. Il futuro potrà essere più sereno se pian piano si costruiranno le basi per una collaborazione tra gli Stati fondata sul rispetto ed il riconoscimento reciproco.

Di © Riproduzione Riservata
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