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Baby prostituzione

Sembra incredibile, ma è proprio vero: nelle nostre città sono sempre più frequenti i fenomeni di baby prostituzione, addirittura dall’età di 11 anni. I compensi? Denaro, borse e vestiti firmati, ma anche semplici ricariche telefoniche.

Baby prostituzione


Il fenomeno

Si tratta di ragazzine preadolescenti che vendono il proprio corpo, ma non in Paesi dove la povertà dilaga, piuttosto in grandi città italiane, dove giovani benestanti offrono prestazioni sessuali nei bagni del liceo, per potersi comprare l’ultimo modello di i-pod, o si mostrano in internet con lo scopo di essere guardate e pagate.
I loro coetanei costruiscono on-line, o attraverso sms, una fitta rete di comunicazione per trovare una coetanea disponibile a fare sesso di gruppo in cambio di denaro. Si tratta di aspetti squallidi della vita dei giovanissimi, che se da una parte denunciano un inaridimento dei sentimenti e la perdita dei valori morali, dall’altra espongono anche a malattie.

Baby prostituteIl luogo degli incontri
Gli episodi di baby prostituzione avvengono nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani: pub, discoteche, e purtroppo anche la scuola. Tutto ha inizio con un sms, che il “potenziale” cliente scambia con la “professionista” del sesso (una ragazzina ancora in pieno sviluppo), per accordarsi sul luogo e l’orario dell’appuntamento. Solitamente tra i due non c’è un rapporto sentimentale o di amicizia, e spesso non si conoscono nemmeno. Il nome della ragazza viene scelto perché presente in rete, o passato da amici. Al momento dell’incontro, i rapporti, di qualsiasi tipo, vengono consumati in fretta; talvolta i ragazzini più giovani assumono droghe per vincere la paura e l’insicurezza. Alla fine si paga il conto: soldi, ricariche per il telefonino, o un banale compito in classe!

Una realtà diffusa
In altri Paesi Europei la prostituzione tra gli studenti è un fenomeno molto diffuso. Alcune studentesse universitarie, poco tempo fa, sono state scoperte perché avevano trovato il modo di pagarsi gli studi trasformandosi in escort durante la notte.
Negli Stati Uniti e in Australia si stanno affermando altre realtà come il “sex-ting”, cioè il fenomeno degli autoscatti a sfondo sessuale che i teenager inviano a amici o fidanzati.

I rischi
Mettendo da parte la morale, questo nuovo fenomeno è causa anche della diffusione di numerose malattie sessuali, in quanto questi giovani non si proteggono con l’uso del profilattico.
Per di più spesso queste abbuffate di sesso sono accompagnate e favorite dall’assunzione di droghe e alcol, che portano ad essere maggiormente disinibiti e ad aver minor percezione del rischio.
Il corpo è visto come un oggetto di cui servirsi per appagare i propri bisogni, e per avere vantaggi o denaro “facile”, in un totale analfabetismo affettivo.

E i genitori?
Il problema probabilmente è che la famiglia di oggi è scivolata in un progressivo lassismo educativo, in molti casi abdicando al suo ruolo. Non si può essere amici dei figli, si deve esercitare il ruolo di educatore con affettuosa fermezza, imponendo le giuste regole. E soprattutto i genitori dovrebbero essere maggiormente presenti nella vita dei figli, fin da piccoli con l’amore, che è fatto di attenzione, ascolto, sollecitudine e dialogo. Poche regole, ma devono essere rispettate, altrimenti deve scattare il divieto di uscire. L’educazione corretta abitua a controllare gli impulsi e ad indirizzarli in modo sano.

Il fenomeno

Si tratta di ragazzine preadolescenti che vendono il proprio corpo, ma non in Paesi dove la povertà dilaga, piuttosto in grandi città italiane, dove giovani benestanti offrono prestazioni sessuali nei bagni del liceo, per potersi comprare l’ultimo modello di i-pod, o si mostrano in internet con lo scopo di essere guardate e pagate.
I loro coetanei costruiscono on-line, o attraverso sms, una fitta rete di comunicazione per trovare una coetanea disponibile a fare sesso di gruppo in cambio di denaro. Si tratta di aspetti squallidi della vita dei giovanissimi, che se da una parte denunciano un inaridimento dei sentimenti e la perdita dei valori morali, dall’altra espongono anche a malattie.

 

Il luogo degli incontri

Gli episodi di baby prostituzione avvengono nei luoghi maggiormente frequentati dai giovani: pub, discoteche, e purtroppo anche la scuola. Tutto ha inizio con un sms, che il “potenziale” cliente scambia con la “professionista” del sesso (una ragazzina ancora in pieno sviluppo), per accordarsi sul luogo e l’orario dell’appuntamento. Solitamente tra i due non c’è un rapporto sentimentale o di amicizia, e spesso non si conoscono nemmeno. Il nome della ragazza viene scelto perché presente in rete, o passato da amici. Al momento dell’incontro, i rapporti, di qualsiasi tipo, vengono consumati in fretta; talvolta i ragazzini più giovani assumono droghe per vincere la paura e l’insicurezza. Alla fine si paga il conto: soldi, ricariche per il telefonino, o un banale compito in classe!

Una realtà diffusa

In altri Paesi Europei la prostituzione tra gli studenti è un fenomeno molto diffuso. Alcune studentesse universitarie, poco tempo fa, sono state scoperte perché avevano trovato il modo di pagarsi gli studi trasformandosi in escort durante la notte.
Negli Stati Uniti e in Australia si stanno affermando altre realtà come il “sex-ting”, cioè il fenomeno degli autoscatti a sfondo sessuale che i teenager inviano a amici o fidanzati.

I rischi

Mettendo da parte la morale, questo nuovo fenomeno è causa anche della diffusione di numerose malattie sessuali, in quanto questi giovani non si proteggono con l’uso del profilattico.
Per di più spesso queste abbuffate di sesso sono accompagnate e favorite dall’assunzione di droghe e alcol, che portano ad essere maggiormente disinibiti e ad aver minor percezione del rischio.
Il corpo è visto come un oggetto di cui servirsi per appagare i propri bisogni, e per avere vantaggi o denaro “facile”, in un totale analfabetismo affettivo.

E i genitori?

Il problema probabilmente è che la famiglia di oggi è scivolata in un progressivo lassismo educativo, in molti casi abdicando al suo ruolo. Non si può essere amici dei figli, si deve esercitare il ruolo di educatore con affettuosa fermezza, imponendo le giuste regole. E soprattutto i genitori dovrebbero essere maggiormente presenti nella vita dei figli, fin da piccoli con l’amore, che è fatto di attenzione, ascolto, sollecitudine e dialogo. Poche regole, ma devono essere rispettate, altrimenti deve scattare il divieto di uscire. L’educazione corretta abitua a controllare gli impulsi e ad indirizzarli in modo sano.

Di © Riproduzione Riservata
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