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Ilaria Leone: gli sviluppi sull'omicidio

E' stata eseguita l'autopsia sul corpo della giovane vittima trovata morta in un uliveto la notte del primo maggio. Ad ucciderla il suo stesso sangue, provocato da una forte violenza.

Ilaria Leone: gli sviluppi sull'omicidio

Soffocata dal suo stesso sangue. E' questo ciò che traspare dai primi risultati dell'autopsia effettuata sulla salma di Ilaria Leone, la diciannovenne uccisa la notte tra il primo e il due di maggio in un uliveto nel Livornese. La ragazza, quindi, non è morta per strangolamento; pare sia stata picchiata brutalmente dal suo aggressore e che, il troppo sangue fuoriuscito dal setto nasale, l'abbia fatalmente soffocata. Risulterebbe chiarito anche il perché dell'aggressione: Ilaria Leone, prima di essere pestata, si è difesa da un tentativo di violenza sessuale, attuato presumibilmente per mano dell'assassino stesso. A confermare la tentata violenza ci sono le tracce di liquido seminale trovate sul corpo della diciannovenne e analizzate nell'Università di Pisa e adesso sottoposte al controllo dei RIS che dovrebbero, nel corso della giornata di oggi, avere i primi risultati riguardo il DNA dell'aggressore.

Autopsia Ilaria Leone

Il presunto assassino
L'indiziato numero uno è il senegalese Ablaye Abdoul Ndoye, 33 anni, già accusato in precedenza per violenza, rissa, furto e con alle spalle una condanna di cinque mesi con la condizionale. Venerdì mattina, mentre pedalava con la sua bicicletta sull'Aurelia, nel suo zaino è stato trovato il cellulare di Ilaria. L'I-Phone 4 della ragazza aveva attiva la funzione GPS, che ha permesso agli investigatori di tenerne sotto controllo gli spostamenti.
«Non sono stato io a ucciderla, quel telefonino l’ho trovato per terra» , ha dichiarato il senegalese. La procura però non gli crede e Ndoye è rinchiuso da venerdì in una cella di isolamento nel carcere delle Sughere di Livorno. Oggi, l'analisi del DNA potrebbe scagionarlo oppure, come si aspettano gli investigatori, condannarlo definitivamente.
Secondo la procura il senegalese avrebbe cancellato i messaggi e le chiamate sul cellulare di Ilaria risalenti a quella tragica notte. I testimoni affermano di averla sentita sconvolta e molto arrabbiata, quella sera, mentre parlava al telefono, prima di andare in contro alla morte.

Autopsia Ilaria Leone

Le indagini
«Abdoul ci aveva già provato altre volte con Ila, forse davanti all’ennesimo rifiuto ha perso la testa», ha dichiarato Maria Elena, la migliore amica di Ilaria. Il procuratore Francesco De Leo, però, non esclude che Abdoul possa aver avuto un complice, anche se per ora nessuno è sospettato.
Fondamentale, affermano gli inquirenti, è stato il contributo apportato dalla comunità senegalese. «Adesso per colpa sua — hanno dichiarato i suoi conterranei — rischiamo di venire danneggiati tutti noi, ma le mele marce ci sono dappertutto.»
Importanti anche le dichiarazioni rilasciate dalla madre di Abdoul, Sara, venditrice ambulante di borse. «Che colpa abbiamo noi? Per me mio figlio è morto, non lo vedo da anni, si è sempre comportato male», ha dichiarato agli inquirenti, raccontando alcuni importanti dettagli sulla vita del presunto aggressore.

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
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