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Una petizione per l'assistenza sessuale per i disabili

Max Ulivieri ha lanciato una petizione online al fine di legalizzare l'assistenza sessuale per disabili in Italia.

Una petizione per l'assistenza sessuale per i disabili

Assistenza sessuale per le persone disabili: un tema delicato che in Italia trova poco spazio. Pochi gli studi a riguardo, poche le persone attive in questo campo, volenterose di cambiare la situazione. Per questo Max Ulivieri, web designer affetto da una grave forma di handicap, ha deciso di prendere in mano la situazione, lanciando una petizione online (che è possibile firmare cliccando qui) al fine di istituire una legge a favore della figura dell'assistente sessuale. Un'iniziativa che ha raccolto un enorme consenso da parte del popolo del web: in soli sei mesi, la petizione ha raccolto più di 5mila firme. Più di 5mila persone, anche non disabili, che hanno profondamente a cuore questo tema e che incrociano le dita affinché la situazione cambi.

Assistenza sessuale per disabili

Cos'è l'assistente sessuale?
«Nessuno pensa che una persona disabile abbia bisogno di sesso . Ma se ci sono l’educatore, il fisioterapista o il logopedista, anche nella sessualità bisognerebbe sostenere il percorso di una persona affetta da handicap attraverso una persona formata per poterlo aiutare». Sono le parole di Patrizia, mamma di un ragazzo di nome Giorgio affetto dalla sindrome di Williams, che ha deciso di firmare la petizione presentata da Max Ulivieri.

L'assistente sessuale è appunto questo: una figura che si occupa del soddisfacimento sessuale di un disabile, il quale mostra delle evidenti difficoltà in questo campo. Si tratta, stando alla spiegazione di Ulivieri, di «operatori volontari che hanno seguito dei corsi in ambito medico, sessuologico, etico e psicologico e che hanno sviluppato una grande sensibilità verso gli altri e un’apertura nei confronti della sessualità». I pazienti sottoposti alla terapia sono invece «persone che, per un motivo o per l’altro, si trovano a non essere autonome nell’espressione dei propri  bisogni di tipo sessuale e che possono riscoprire il proprio corpo come  fonte di piacere e non solo di  sofferenza e disagi quotidiani» .

Assistenza sessuale per disabili

L'assistente sessuale è una professione riconosciuta in molti Paesi europei, tra cui Svezia, Danimarca, Belgio, Olanda e Germania. In Italia questa professione non è legale, poiché intesa come prestazione sessuale retribuita, in maniera del tutto analoga alla prostituzione. Va ricordato, però, che l'assistenza sessuale non prevede rapporti completi, ma altre attività che hanno il fine di stimolare la sessualità del disabile.

Debora, un'assistente sessuale italiana
L'appello lanciato da Max Ulivieri ha suscitato non solo grandissimo interesse per un tema pressoché sconosciuto in Italia, ma anche prime conseguenze tangibili. Debora De Angelis, 31 anni, ha svelato di svolgere la professione di assistente sessuale, anche se non accettata a livello legale.
«La figura dell'assistente sessuale
– ha dichiarato la donna - è una sfida da vincere. Oggi i disabili sono assistiti solo da prostitute che però fanno sesso per lavoro. La prostituta – ha sottolinea Debora – agisce solo a livello sessuale, la terapista invece offre gli strumenti giusti per garantire al ragazzo una vita sessuale autonoma. La prostituta inoltre gestisce il suo corpo a seconda delle richieste del cliente, la terapista invece non può fare tutto, dalla terapia è infatti esclusa la penetrazione o il sesso orale».

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
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