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Assistenza medica per coppie gay: sì, ma solo ai deputati

Decisione storica alla Camera: viene estesa l'assistenza sanitaria alle coppie omosessuali. Ma solo per i parlamentari.

Assistenza medica per coppie gay: sì, ma solo ai deputati

Sì all'estensione dell'assistenza sanitaria integrativa per le coppie dello stesso sesso. Lo ha deciso ieri, a maggioranza, l'Ufficio di presidenza della Camera. Dov'è la “fregatura”? Semplice: tale diritto sarà valido solo per i deputati della Camera che ne faranno richiesta, almeno per ora. La speranza di Sel e Pd è infatti che tale diritto venga esteso prima al Senato e poi a tutta la popolazione italiana.

La richiesta
La nuova norma è stata approvata su richiesta di un deputato del Pd, Ivan Scalfarotto, che un mese fa aveva fatto domanda di estendere la copertura sanitaria – obbligatoria per i parlamentari – anche al suo compagno Federico. La risposta, in quel momento, è stata momentaneamente un no, poiché la legge prevede che, per un parlamentare, l'assistenza sanitaria venga estesa al suo convivente solo se di sesso opposto. Ma all'Ufficio di presidenza hanno anche aggiunto: «fai una domanda per questo e la valuteremo». E così è stato: con un solo mese di attesa – impensabile per i tempi burocratici italiani – la domanda di Scalfarotto è stata accolta e messa a votazione. Ed è stata approvata.

Assistenza sanitaria per coppie gay

La votazione
La proposta è stata accolta favorevolmente da Pd e Sel, come era legittimo aspettarsi. Chi ha stupito è stato invece il Pdl, da sempre contrario alla concessione di alcuni diritti alle coppie gay e che, invece, questa volta ha detto sì. A rappresentare il partito di Berlusconi era, però, presente solo il questore Gregorio Fontana. Assente quindi Maurizio Lupi, il quale nel 2009 aveva dichiarato che «una legge che regolamenti le coppie di fatto non è nel programma di governo» e che «le forme che regolano l’unione tra due persone sono già stabilite dalla Costituzione». Se fosse stato presente, con tutta probabilità, il voto sarebbe stato diverso.
Fratelli d'Italia e Lista Civica hanno deciso di astenersi, seguiti dai rappresentati del Movimento 5 Stelle che avrebbero voluto più tempo per d iscutere della decisione. La scelta di astenersi, ha spiegato la portavoce Roberta Lombardi, è stata dettata dal fatto che «si tratta un privilegio della casta. Nelle assicurazioni esterne il convivente dello stesso sesso non gode dell'estensione delle coperture. Perché alla Camera dovrebbe? È sempre la casta che vuole per sé i privilegi».
L'unico partito a votare no, coerentemente con le proprie idee, è stato Lega Nord.

Assistenza sanitaria per coppie gay

L'estensione a tutta la cittadinanza
La decisione presa ieri dall'Ufficio di presidenza della Camera potrebbe essere solo il primo passo. E' sicuramente quello che si augura Scalfarotto che, dopo l'approvazione della norma, ha dichiarato: «Questo può sembrare un semplice atto amministrativo e invece ha una valenza universale. Ora è giusto riconoscere gli stessi diritti non solo ai parlamentari, ma a tutti i cittadini italiani».
Della stessa idea anche il leader di Sel, Nichi Vendola, che su Twitter ha scritto: «Finalmente l'acquisizione di un diritto, ma non deve essere un privilegio per pochi. È un diritto che spetta a tutti gli italiani».

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
TAG  governo  
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