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Aranciata artificiale

Una nuova norma europea elimina la legge sulla percentuale minima di frutta obbligatoria nelle bevande.

Bevande alla frutta

La nuova legge non riguarderà solo l’aranciata ma tutte quelle bevande a base di frutta. Così d’ora in avanti il consumatore si troverà davanti una bottiglia in cui nell’etichetta troverà scritto “bevanda di fantasia al …” e nel bicchiere troverà una bevanda che con la frutta non avrà nessun rapporto diretto. Infatti la nuova legge dell’Unione Europea approva l’impiego di coloranti ed aromi.

Sarà così a tutti gli effetti una volta che anche la Camera avrà abolito, come ha già fatto il Senato, la legge che fissa al 12% la dose minima di frutta perché una bevanda possa chiamarsi, appunto, ”bevanda alla frutta”.

Arance

Ed ora le aziende più virtuose avranno vita facile a dichiarare che la loro è veramente una bevanda alla frutta e si stanno contendendo i posti migliori negli scaffali dei supermercati, quelli verso il basso, e con offerte promozionali al ribasso, un po’ come sta già accadendo nel resto d’Europa. Nell’attesa che questa situazione si verifichi anche da noi, non appena la nuova norma diventi operativa.

Fabbrica produttrice di bevande alla frutta

Fino a ieri, a difesa del consumatore, era in vigore una legge del 1961. Imponeva che le bevande vendute con nome di fantasia, in cui l’aroma ed il gusto veniva dal contenuto di essenze di agrumi o di paste aromatizzate agli agrumi, non dovevano essere colorate artificailmente se non contenenti anche del succo di frutta in misura minima del 12%.


Bevanda alla fruttaMalgrado quella vecchia legge, anche ai giorni nostri c’è comunque chi ancora non consulta quanto riportato sull’etichetta, o semplicemente non ci fa caso. Ma d’ora in avanti qualcosa cambierà, perché la sostituzione del succo con i coloranti avrà l’effetto di danneggiare i produttori ed ingannare i consumatori. Lo sostiene la Coldiretti che rincara la dose affermando che molte di quelle sostanze sono soggette a controlli perché si ha il sospetto che abbiano un effetto tutt’altro che positivo sui bambini.


Certamente la nuova normativa europea farà in modo che una bevanda non possa chiamarsi esplicitamente aranciata senza le arance negli ingredienti, bisognerà ad ogni modo stare molto attenti.

Stesso livello di attenzione anche per la presenza di zuccheri che in queste bevande sono elevati, con il rischio che la fascia più giovane dei consumatori sia vittima di obesità.

Secondo una stima della stessa Coldiretti, l’abolizione della soglia del 12% di frutta nelle bevande, farà in modo che dalle tavole dei consumatori spariranno la bellezza 120 milioni di tonnellate di arance, con un effetto molto negativo per le piccole aziende produttrici e, fra i consumatori, sui bambini.

AranciataProteste si sono pure levate anche da altre associazioni di produttori e di consumatori, alla luce di altri “inganni” in passato sui formaggi, vino e cioccolato a danno dei bistrattati consumatori.

A tutela di questi ultimi, l’Unione Europea ad inizio 2009 è intervenuta su un’altra vicenda spinosa. E' infatti stato deciso di rendere obbligatoria l’indicazione della provenienza delle olive usate per produrre l’olio extra vergine, a partire da luglio, mettendo la parola fine sul mix di olive spagnole, greche e tunisine, spacciando poi il prodotto finale come “made in Italy”.

Per ora è una buona notizia, in attesa del prossimo scandalo.

Di © Riproduzione Riservata
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