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Alfano: no alla trascrizione delle nozze gay

Angelino Alfano dice no alla trascrizione delle nozze gay contratte all'estero e lo fa tramite una circolare, che obbliga i sindaci all'annullamento delle pratiche avvenute finora

Alfano: no alla trascrizione delle nozze gay

Angelino Alfano si schiera contro la trascrizione delle nozze gay contratte all'estero. Lo aveva annunciato ieri mattina durante un'intervista radiofonica a Rtl, affermando che nel corso della giornata avrebbe inviato una circolare a tutti i Prefetti d'Italia che avrebbero dovuto, in base a questa, «rivolgere ai sindaci un invito formale al ritiro di queste disposizioni ed alla cancellazione, ove effettuate, delle trascrizioni, avvertendo anche che in caso di inerzia si procederà al successivo annullamento d’ufficio degli atti che sono stati illegittimamente adottati».
Insomma il Ministro dell'Interno ha dato il via alla sua guerra conservatrice in nome della tutela della Legge italiana, che non prevede i matrimoni tra due persone dello stesso sesso. Guerra che è stata ben accolta dall'opposizione.


La circolare di Alfano
Erano ormai diversi i comuni italiani che avevano deciso di approvare le trascrizioni di matrimoni gay contratti all'estero. Da Bologna a Grosseto, da Napoli a Palermo, passando per Roma dove ad agosto il tribunale aveva addirittura riconosciuto l'adozione di una bambina da parte di una coppia omosessuale.
Angelino Alfano, vedendo che in un certo senso la legge italiana veniva in questo modo raggirata, ha deciso di prendere provvedimenti e inviare una circolare che di fatto vieta questa pratica.

«Il punto è uno: a ogni evidenza
– motiva Alfano - le direttive che sono state date con provvedimenti dei sindaci, che prescrivono agli ufficiali di stato civile di provvedere alla trascrizione dei matrimoni celebrati all'estero tra persone dello stesso sesso, non sono conformi alle leggi italiane. In Italia non è possibile che ci si sposi tra persone dello stesso sesso, quindi quei matrimoni non possono essere trascritti nei registri dello stato civile italiano, per il semplice motivo che non è consentito dalla legge».

La rivolta dei sindaci
I sindaci che avevano dato il via a questa pratica però non ci stanno. Primo tra tutti Virginio Merola, sindaco di Bologna, che ha dichiarato di non voler obbedire a questa circolare. «Rispondere con circolari a questioni che riguardano la vita concreta di tante persone – spiega - non è solo burocratico, ma è anche tragicomico. Nessun motivo di ordine pubblico impedisce la trascrizione. Se vogliono annullare gli atti delle trascrizioni dei matrimoni contratti all'estero lo facciano. Io non ritiro la mia firma. Io non obbedisco».

Sulla stessa lunghezza d'onda anche Furio Honsell, sindaco di Udine. «Una questione come questa non va risolta con circolari burocratiche, ma deve essere portata in Parlamento o davanti alla Corte costituzionale». Netta anche l'opposizione del Comune di Napoli che dichiara che «ricorrerà nelle sedi giudiziarie competenti» per contrastare la circolare, e i l vicesindaco di Roma, Luigi Nieri, che continuerà a battersi per la trascrizione dei matrimoni gay nella Capitale.

Di Francesca Ferrandi © Riproduzione Riservata
TAG  diritti civili   gay  
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