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Affido familiare

Problemi all'interno del nucleo familiare possono portare ad affidare temporaneamente i bambini ad altre famiglie o strutture preposte.

Affido familiare

L’affido familiare è una decisione temporanea, in virtù della quale un minore entra in una famiglia diversa e nuova rispetto alla sua famiglia naturale. Ciò avviene a seguito del fatto che la famiglia originaria non è in grado di soddisfare i bisogni del bambino o del ragazzo, ad esempio in tutti quei casi in cui vi sia una malattia, tossicodipendenza, problemi educativi gravi, detenzione, molestie sessuali da parte di un membro della famiglia ecc.
La legge n. 184 del 1983 regola tale provvedimento, decidendo caso per caso, se il minore in oggetto può essere preso in consegna da un nuovo nucleo familiare o, diversamente, da una comunità o struttura (Casa Famiglia). Dal 31 dicembre del 2006, la legge prima citata ha promosso e imposto la chiusura degli orfanotrofi.

Vediamo le tipologie di affidi familiari vigenti:

  • Giudiziale: è deciso da un giudice tutelare, il minore attraverso la gestione dei servizi sociali è affidato ad una famiglia.
  • Consensuale: è approvato direttamente dai genitori e in questa situazione può essere gestito anche per solo poche ore nell’arco della giornata, oppure solo per certi giorni della settimana.
  • Residenziale: se il minore trascorre tutto il giorno.
  • Diurno: se il minore la sera torna dai suoi genitori.

Le famiglie che prendono il minore a proprio carico possono essere di due tipi:

  • Affido familiare, se gli affidatari sono parenti entro il quarto grado di parentela.
  • Affido extra-familiare, se la famiglia destinata a prendere in carico il minore non ha nessun vincolo o legame di parentela.

L’affido non va confuso con l’adozione, poiché ha delle caratteristiche ben precise: è temporaneo (non supera normalmente i due anni), permane il rapporto con i genitori naturali, il rientro nella propria famiglia è l’obiettivo finale, una volta risolto il problema/impedimento.
L’affido è una scelta, da parte della famiglia ospitante, che denota un amore davvero enorme, di grande generosità e solidarietà a valenza sociale. È una vera e propria risposta pratica e concreta ad una richiesta di aiuto e un bisogno di affetto da parte di centinaia di bambini che vivono condizioni familiari di disagio e di disperazione, dove spesso la solitudine, il non contatto, la mancanza di punti di riferimento, le problematiche di salute, il non esserci dei genitori, si riflette sul mondo dei piccoli, che ne soffrono e manifestano tale sofferenza in mille modi diversi.
La strada che si offre a questi minori è solo un piccolo tratto tra le mani di genitori non-genitori, che prestano il loro amore e la loro presenza solo per un breve periodo, quello che il giudice ritiene opportuno che sia, ma che è di fondamentale importanza per uscire spesso da un tunnel senza luce, freddo e disadorno di amore e affetto.

Casa dell'Affidamento Comune di TorinoA Torino, ad esempio, è dal 1976 che si parla di affido, antecedente alla legge n. 184 del 1983 a livello nazionale. Nel 2000 è stata aperta la Casa dell’Affidamento, in Via San Domenico n.28, dove è possibile avere colloqui di orientamento, fare parte di gruppi d’informazione e decidere se iniziare un percorso verso la scelta tra le più umane e fortemente intense dal punto di vista emozionale e sociale. Diventare famiglie aperte all'affidamento è  possibile non solo per le coppie sposate, ma anche per quelle conviventi, single, non esistono limiti di età o di categoria, perché l’amore non ha età e limiti. Ad esempio esiste a Torino il progetto Neonati, diretto all’affido di bambini di età inferiore ai dodici mesi.
I servizi sociali rappresentano un grande sostegno per le famiglie affidatarie, organizzano periodiche viste e controlli, sono aperti a contatti e colloqui costanti, lo stesso Comune eroga contributi per sostenere le spese, polizze assicurative e ticket sanitari.
Nel 2008, presso la Casa dell’Affidamento, si sono gestiti 474 colloqui di tipo orientativo, 278 persone hanno partecipato ai gruppi informativi, 160 nuclei hanno fatto richiesta e tra questi 49 sono risultati idonei e 32 sono in fase di valutazione.
Maggiori informazioni è possibile averne telefonando al numero 800.254.444 o visitando il sito del Comune di Torino.
A livello nazionale potete consultare il sito Sos-affido.it.

Di Ilaria © Riproduzione Riservata
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