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6 Febbraio: Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili

Le mutilazioni genitali femminili sono ancora pratiche frequenti in molti paesi del mondo. Ogni anno il 6 febbraio viene ribadito l'impegno per l'eliminazione completa di queste violazioni

6 Febbraio: Giornata Mondiale contro le mutilazioni genitali femminili

Oggi si celebra la giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili (MGF), considerate gravissime violazioni del diritto alla salute e all'integrità fisica. Si stima che siano tra i 100 e i 140 milioni le bambine, ragazze e donne che hanno subito una mutilazione genitale, soprattutto nei paesi dell'Africa Subsahariana, della Penisola Araba e di alcune zone dell'Asia. L'Africa rimane il paese con la maggior diffusione di pratiche di mutilazione: si contano 9,5 milioni di ragazze con età superiore ai nove anni che hanno subito una pratica di MGF e circa 3 milioni di ragazze che si aggiungono ogni anno alla lista.


Le MGF e le loro conseguenze
Sono state riconosciute diverse tipologie di MGF e il tipo di pratica mutilatoria varia in base al paese di appartenenza: il 90% delle mutilazioni genitali femminili è di tipi escissorio (asportazione del clitoride, delle piccole labbra, di parte delle grandi labbra) e il restante 10% interessa l'infibulazione, ovvero il restringimento dell'orifizio vaginale, che può avvenire assieme ad un intervento escissorio.

Continuare a sottoporsi a queste pratiche ha una chiara valenza culturale: per molte donne infatti si tratta di un intervento necessario per entrare di diritto nella comunità femminile e ribadire quindi il proprio ruolo sociale. Va detto poi che in alcuni paesi le MGF sono obbligatorie per l'accettazione da parte dell'uomo per un eventuale matrimonio.

A questa visione antropologica delle pratiche mutilatorie si contrappone quella medica, da valutare con la nostra prospettiva occidentale: le MGF possono avere gravi ripercussioni nella sessualità femminile e diventare un problema limitante per un eventuale parto. Ci sono poi chiare complicanze dovute all'insorgere di stati infiammatori pressoché certi e di alcune patologie che mettono a rischio la salute della donna e della sua riproduttività.

«Le mutilazioni genitali femminili – scrive Cotrina Madaghiele, presidente dell’Associazione Genere Femminile, sul sito dell'associazione – costituiscono un abuso verso le bambine oltre ad essere una violazione del diritto alla salute e all'integrità fisica delle donne, delle ragazze e delle bambine».

Le bambine che subiscono queste pratiche hanno dei terribili shock psicologici, causati soprattutto dal fortissimo dolore.

«Le mutilazioni genitali femminili sono discriminatorie – hanno dichiarato in occasione del 6 febbraio gli avvocati Angela Speranza Russo e Valentina Biagi dell’Associazione Diritto in Rosa - in quanto violano il diritto delle bambine e delle donne alla salute, alle pari opportunità, a essere tutelate da violenze, abusi, torture o trattamenti inumani ».

6 febbraio giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili

La situazione in Italia
Da uno studio commissionato nel 2009 dal Ministero delle Pari Opportunità all'Istituto Piepoli è emerso che il fenomeno delle MGF è presente anche nel nostro paese, nonostante la legge n.7 del 2006 le vieti esplicitamente: per chiunque pratichi l'infibulazione la legge prevede dai 4 ai 12 anni di reclusione che aumentano a 16 nel caso in cui la vittima sia una minorenne. Un medico che pratica l'infibulazione rischia 10 anni di galera e la radiazione dall'albo.

La pratica delle mutilazioni avviene anche in Italia a causa delle immigrazioni dai paesi in cui si praticano le MGF: i risultati della ricerca riportano che tra le 110 mila donne provenienti dai paesi dell'Africa in cui si praticano le mutilazioni, circa 35 mila di loro che soggiornano in Italia, hanno subito mutilazioni, la maggior parte nel loro paese di origine.

Operatori, mediatori culturali e ricercatori concordano nel dire che la prevenzione della diffusione di queste pratiche in paesi di immigrazione, come ad esempio l'Italia, sia l'arma vincente per combattere dei veri e propri abusi su donne, ragazze e bambine con rischiose conseguenze sanitarie e psicologiche per le loro vite.
Sono in corso campagne informative, azioni di sensibilizzazione e corsi di formazione per il personale sanitario per migliorare sempre di più l'azione di prevenzione contro le MGF.

È inoltre importante ricordare che da novembre del 2009 è attivo il numero verde 800 300 558 per prevenire e contrastare duramente le pratiche di mutilazione genitale femminile.
(maggiori info sul sito del Ministero delle Pari Opportunità)


6 febbraio giornata mondiale contro le mutilazioni genitali femminili
20 dicembre 2012, una data importante
Il 20 dicembre 2012 c'è stata una grande svolta: l'Assemblea Generale dell'ONU ha adottato per consenso la risoluzione di messa al bando universale della pratica delle mutilazioni genitali femminili.

Tale risoluzione esorta tutti i paesi che fanno parte dell'ONU a combattere con tutti i mezzi necessari le MGF, varando leggi che abbiano come priorità la protezione di donne, ragazze e bambine da questi abusi e violenze.

Oltre le misure punitive, l'ONU richiede a gran voce che siano previste campagne di sensibilizzazione e interventi di assistenza sanitaria e psicologica affinché queste pratiche vengano sradicate totalmente in tutti i paesi in cui si attuano.

Di Elisa Gamberi, © Riproduzione Riservata
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