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Omosessualità

“L’omosessualità non è nulla di vergognoso, non è un vizio né una degradazione e non può essere classificata come malattia”. Lo scriveva già Freud nel 1935.

Omosessualità

Sono numerosi, infatti, i personaggi omosessuali del presente e del passato e tra loro alcuni degli uomini più celebri che siano mai esistiti, come Platone, Michelangelo e Leonardo Da Vinci. Si dovrebbero considerare malati quindi grandi pensatori e studiosi che si ammirano proprio per la loro integrità mentale? Le persone omosessuali sono persone sane, uguali agli individui etero.

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Omosessualità come malattia?

Solo negli anni ’70, venne tolta l’omosessualità dal manuale di diagnosi dei disturbi mentali e bisogna attendere il 1993 perché l’organizzazione mondiale della sanità, metta la parola fine sul piano scientifico al ricorso alle cure mediche per gay e lesbiche, e definisca l’omosessualità come una variante naturale del comportamento sessuale.

Nonostante questo sono ancora molte le persone convinte che essere omosessuale sia indice di malattia; il pregiudizio genera l’omofobia, cioè l’intolleranza nei confronti dei gay. Il luogo comune è che sia sano scegliere un partner del sesso opposto e anormale amarne uno dello stesso sesso, perché l’omosessualità sarebbe contro natura. Così non è perché anche nel mondo animale, capre, conigli, topi e criceti, possono avere una propensione omosessuale.

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L’omosessualità non si sceglie

Qual è l’elemento che fa si che una persona sia omosessuale, eterosessuale o bisessuale? L’eredità biologica? L’educazione che abbiamo ricevuto? O forse entrambi io fattori? La risposta è importante perché è legata all’atteggiamento, individuale e sociale che si può adottare nei confronti delle nostre inclinazioni sessuali e di quelle altrui.

 

L’ipotalamo diverso

Il primo organo sessuale non è l’organo sessuale in sé, ma il cervello. Dalla testa più che dal resto, dipendono identità, inclinazioni e comportamenti sessuali: l’aspetto fisico li influenza fortemente, ma sono i neuroni a comandare sentimenti e desideri e a controllare il corpo, organi sessuali inclusi. In una ricerca del 1991 si è scoperto che l’ipotalamo (la regione del cervello collegata alle emozioni) era grande addirittura più del doppio negli uomini eterosessuali rispetto a quelli omosessuali. Sulla base di questi dati si pensò che l’orientamento sessuale si basasse su questo dimorfismo, e avesse più un carattere più biologico che sociale.

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L’influenza biologica

Oltre all’ipotalamo si è pensato che le influenze biologiche che determinano lo sviluppo della sessualità, potessero formarsi molto presto, forse durante la gestazione. Durante lo sviluppo embrionale, gli ormoni sessuali sovrintendono all’organizzazione non solo del corpo e degli organi sessuali maschili e femminili ma anche dei circuiti cerebrali ad essi collegati. Durante l’adolescenza questi ormoni agiscono nuovamente e sono i responsabili dei cambiamenti del corpo e della risposta sessuale. Così pare che gli androgeni forniscano caratteri mascolini al cervello condizionando la vita della persona.

 

Fattori sociali

Sono molti gli studi che confermano che la componente biologica e genetica non basta da sola a spiegare l’orientamento sessuale di un individuo, la qual cosa porta a riconoscere un margine d’azione per i fattori ambientali e educativi, che per altro sono decisivi nello sviluppo di qualsiasi comportamento sessuale. L’ambiente e l’educazione sono fondamentali per la costruzione dell’identità e dell’inclinazione sessuale.

 

Di © Riproduzione Riservata
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1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da frafranco
     

    Dovere di non essere considerate non naturali, ma deve rispettare e capire la situazione in cui vivono e cercano di aiutarli il più possibili e offrire a loro la consulenza e spiegare i fatti fondamentali della vita e cercando di far rivivere l'aspetto religioso e la fede che hanno

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