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Malattie sessuali

I momenti di intimità con la persona che amiamo è giusto che siano vissuti serenamente e con tranquillità. E' sempre meglio però essere informati prima sui rischi che possiamo correre in caso di malattie sessualmente trasmissibili. L'informazione e la prevenzione non vanno mai trascurate.

Malattie sessuali

Sempre più spesso si parla di prevenzione sessuale, e dell’importanza dell’uso del preservativo sia durante i rapporti con un partner occasionale, sia con il compagno di lunga data. Purtroppo, nonostante si viva in una società dove la medicina e la ricerca fanno passi da gigante, sono ancora numerose le malattie che si possono trasmettere per via sessuale, e non sempre tutte sono curabili al 100%.

Le malattie a trasmissione sessuale si dividono in batteriche e virali; nella maggior parte dei casi curabili, possono però lasciare dei segni per tutta la vita.

Credits: Foto di @derneuemann | PixabMalattie sessuali virali:

  • La Sifilide può manifestarsi dopo 20 o 30 giorni dal momento del contagio, con delle chiazze tondeggianti sia nella zona vulvare che sul glande dell’uomo. Il rischio c’è quando la malattia non viene individuata e non si eseguono le cure necessarie, e a lungo andare, la sifilide si evolve in stadi più complessi.
  • La gonorrea si manifesta con delle secrezioni emesse dalla vagina o dal pene, che creano prurito e piano piano si diffondono anche all’apparato interno della donna. Per sapere se siamo stati contagiati da questo virus è necessario eseguire un tampone vaginale e cervicale per la donna e uretrale per l’uomo. Nel caso la malattia venga trascurata può trasformarsi in cronica e avere risvolti negativi sulla fertilità.


Credits: Foto di @905513 | Pixabay Malattie sessuali batteriche:

  • L’Aids, malattia degli ultimi 30 anni, è purtroppo tra le più gravi e talvolta mortali, malattie sessuali. Il virus dell’HIV infetta il sistema immunitario della persona colpita e piano piano diminuiscono le capacità di difendersi da banali malattie come i raffreddori e le influenze. Dal momento del contagio alla sieropositività possono trascorrere anche 6 mesi e non necessariamente chi è sieropositivo è malato. In questa fase la persona può trasmettere la malattia, ma di solito sta ancora bene, anche perché negli ultimi anni sono state scoperte medicine in grado di rallentare la fase della malattia vera e propria.
  • Herpes genitale si manifesta con bruciori e prurito in una zona circoscritta e, in un secondo momento, compaiono piccole vescicole a grappolo, che dopo 2 giorni si rompono e danno origine ad una crosta sierosa. La cura, dopo una visita accurata, consiste nell’applicazione locale di alcuni farmaci specifici.
  • Infezione da Hpv, o da papilloma virus, di cui esistono diverse tipologie; alcune si manifestano con la comparsa di condilomi (o creste di gallo) nella parte esterna o interna dei genitali, sia maschili che femminili; altre modificano le cellule che rivestono il collo dell’utero e il canale cervicale. Piano piano queste lesioni cellulari possono dare origine ai tumori del collo dell’utero. Per cercare di fare una diagnosi tempestiva è sufficiente che le donne che hanno rapporti sessuali si sottopongano ogni anno al pap test. L’uomo, invece, è portatore di questo virus e difficilmente le lesioni gli causano un tumore al pene.
  • Il Trichonomas è un protozoo che contagia facilmente la vagina, manifestandosi con bruciore intenso e diffuso, soprattutto durante il rapporto sessuale e mentre si urina. La cura consiste in antibiotici per via orale.
  • La Chlamydia si manifesta con perdite giallastre; se non curata può causare sterilità sia nell’uomo che nella donna perché il virus si può estendere fino alla prostata e alla cavità uterina e alle tube.

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