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Endometriosi

Patologia benigna e cronica che riguarda le donne in età riproduttiva: vediamone cause, sintomi e cure.

Endometriosi

L’endometriosi è una malattia benigna che colpisce oltre il 30% delle donne in età fertile, ha una patologia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina. E’ una malattia dalle caratteristiche singolari, perciò deve essere distinta sia dalla patologia infiammatoria che da quella neoplastica.

Per quanto riguarda i fattori di rischio, è interessante notare che esso aumenta nelle donne con menarca precoce, con cicli brevi e con flusso abbondante; tutti questi fattori ampliano la probabilità di contaminazione pelvica da parte del materiale endometriale.

Credits: Foto di @nastya_gepp | Pixabay Cause

La causa della presenza del tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina, non è stata ancora del tutto chiarita, anche se sono state sviluppate teorie valide ed interessanti; secondo una di queste, chiamata teoria metastatica, durante la mestruazione le cellule dell’endometrio risalirebbero le tube e si impianterebbero al livello pelvico mediante un trasporto per via ematica o linfatica. Secondo vari studi la persistenza dell’impianto dipenderebbe anche da alterazioni immunologiche in via di definizione. Secondo altre ipotesi, invece, le cellule endometriosiche si formerebbero in sito, senza migrare dall’endometrio a seguito di alcuni stimoli ormonali.
 

Sintomi e manifestazioni
L’aspetto clinico essenziale è costituito dalla risposta infiammatoria che determina l’estensione e la gravità della sintomatologia.
Le lesioni endometriosiche possono essere isolate o diffuse; la localizzazione più frequente è a livello dell’ovaio, anche se possono  essere coinvolti  il setto retto vaginale, la vescica e i legamenti utero sacrali.
La sintomatologia dipende dalla localizzazione delle lesioni. Nel 20-25% delle pazienti l’endometriosi ha un decorso asintomatico, spesso viene diagnosticata in corso di un’ecografia pelvica o trans vaginale eseguita per altri motivi. Altre volte, invece, le pazienti riferiscono sintomi di lunga durata e la diagnosi può essere fatta anche dopo molto tempo e dopo aver consultato vari specialisti. Alcuni dei più frequenti sintomi possono essere:

  • Dismenorrea o  mestruazione dolorosa ed algie intermestruale
  • Dolore durante i rapporti sessuali

Il disturbo più frequente è la dismenorrea, questa può essere presente sin dal menarca o comparire dopo vari anni di cicli mestruali privi di dolore.  Il dolore è classicamente riferito ai quadranti addominali inferiori, associato in alcuni casi ad un’irradiazione alle regioni lombosacrali, al retto e agli arti inferiori.
Il dolore associato all’endometriosi inizia alcuni giorni prima della mestruazione e si accentua progressivamente, fino a raggiungere un picco negli ultimi giorni di flusso. Con il passare del tempo, il dolore aumenta d’intensità e di durata, fino a sfociare in algie intermestruali.       
Altro sintomo che porta la paziente a consultare il ginecologo è un dolore che la donna avverte nell'area della vagina o della pelvi durante un rapporto sessuale, che si riscontra nel 30% delle donne affette.

Credits: Foto di @LJNovaScotia | Pixabay Endometriosi ed infertilità

Un altro aspetto dell’endometriosi è l’infertilità: in questo tipo di pazienti l’endometriosi è spesso asintomatica e la diagnosi viene posta in corso di accertamenti per sterilità di coppia.
E’ ormai appurato che l’endometriosi moderata-grave determina lesioni organiche sia a livello ovarico che tubarico che non permettono la normale captazione dell’ovulo da parte della tuba al momento dell’ovulazione.
 

Diagnosi della malattia

Per quanto riguarda il procedimento diagnostico, il solo sintomo dolore non è sufficiente per porre diagnosi di endometriosi, ma deve comunque indurre al sospetto diagnostico e a spingere alla ricerca di altri dati in grado di confermare o negare l’ipotesi diagnostica.
Innanzi tutto è importante un’accurata anamnesi al fine di caratterizzare il dolore.
Le indagini utili strumentali di prima linea sono:

  • Ecografia con sonda transvaginale: utile per le lesioni ovariche. Con l’ecografia trans vaginale si può definire il volume, la forma, la localizzazione precisa e il contenuto tipico.
  • RMN: utile per la definizione degli endometriomi ovarici e delle aderenze pelviche. Risulta utile per la valutazione dell’evoluzione della patologia in risposta alla terapia, ma di limitato impiego a causa degli elevati costi di esecuzione.

Occorre infine ricordare una serie d’indagini quali la colonscopia e la cistoscopia, che permettono di mettere in evidenza lesioni endometriosiche a livello di colon e vescica.
Senza dubbio definenti sono le tecniche che permettono la visualizzazione diretta dei focolai e la loro tipizzazione istologica mediante la video laparoscopia: ovviamente questa non rappresenta la tecnica di primo approccio.  
 

Le cure
Gli obiettivi della terapia sono: eliminare o alleviare il dolore, arrestare o rallentare la progressione della malattia, favorire l’insorgenza di una gravidanza desiderata.
L’approccio all’endometriosi può essere sia di tipo medico che chirurgico.
Il trattamento medico prevede, mediante l’utilizzo ad esempio di contraccettivi orali, l’induzione di un ipoestrogenismo, tale da causare atrofia dell’endometrio ectopico e soprattutto di impedirne il ciclico sfaldamento al momento della mestruazione.
Lo scopo del trattamento chirurgico è, invece, quello di eliminare i focolai di endometriosi, favorire l’insorgenza di una gravidanza, se ricercata, e diminuire la sintomatologia dolorosa.
La via laparoscopica è quella più indicata per l’endometriosi.

Dr.ssa Chiara Riviello - Specialista in Ginecologia e Ostetricia

 

[iniziativa promossa da Amando.it]
La campagna sociale
Per dare voce alle donne colpite dalla malattia, per dare seguito alla campagna "Quello che non so di me" promossa dal Ministero della Salute nel 2009 e per riaccendere i riflettori su una malattia sociale, l'Associazione Progetto Endometriosi A.P.E. Onlus, associazione nazionale di pazienti, in occasione della VII settimana europea della consapevolezza dell'endometriosi, quest’anno tenutasi dal 6 al 13 marzo, ha organizzato la campagna sociale ed informativa: "Endometriosi...Guardami ancora".
La campagna, realizzata interamente con i fondi del 5xmille del 2008,  ha come scopo primario la diffusione dell'informazione sulla malattia, cronica ed invalidante che ancora oggi viene sottovalutata e sottostimata.
Le volontarie dell’ A.P.E. onlus, per dare maggiore risalto alla campagna e per celebrare la settimana della consapevolezza, si sono mobilitate sabato 12 marzo con tavoli informativi in 15 città italiane e con conferenze pubbliche per informare e sensibilizzare sulla malattia e le sue implicazioni. Tutte le informazioni sulla campagna e sulle attività dell’associazione sono reperibili sul sito www.apeonlus.com.
Questa iniziativa viene sostenuta anche da Illa, rinomata casa produttrice italiana di strumenti per la cucina. Se volete dare una mano, sarà sufficiente acquistare un padellino salta-uovo di diametro 14 cm  della linea personalizzata A.P.E. di Illa. Per ulteriori inforazioni potete visitare questa pagina: http://www.illa.com/home_ape.php?ln=it.

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1 COMMENTI   Vuoi lasciare un commento?

  1. Inviato da sprint
     

    va detto sopratutto che l'intervento in laparascopiacomporta dei rischi anche gravi.mia figlia durante l'intervento ha subìto la lacerazione dell'intestino!!!!!l'intervento è stato fatto con troppa leggerezza e lei ha dovuto tenere il sacchetto delle feci sulla pancia per 3 mesi!!!!!! ditele ste cose!!!!!non è una passeggiata!!!!come la si vuol far credere!!!

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