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Rosa blu: scoperto il gene per ottenerla

Da sempre considerata speciale, quasi magica, ora è diventata realtà e naturale al 100%: è la rosa blu.
  Di Ilaria

Rosa blu

 

Le rose blu non esistono in natura. Quelle che si trovano in commercio dai fiorai sono, molto semplicemente, delle candide rose bianche immerse o spruzzate con una soluzione colorante che dona loro quel colore cobalto che spesso si nota quanto sia artificiale. Questo però non fa desistere molte persone che apprezzano questa curiosa rarità, preferendola alle rose colorate con sfumature naturali. Nel linguaggio dei fiori la rosa colorata di blu significa “realizzare l'impossibile”. Forse pensando a questo desiderio la ricercatrice Francesca Quattrocchio è riuscita a localizzare il gene che determina questa colorazione nell'epidermide dei petali dei fiori.


Francesca lavora da più di vent'anni in Olanda, presso l'Università Vrije di Amsterdam. Qui ha coordinato il gruppo di lavoro che ha scoperto la proteina PH5 che regola il livello di acidità dei vacuoli floreali. Se nei vacuoli si sviluppa un ambiente acido i petali assumeranno la classica colorazione rosata, più o meno intensa, che va dal rosa, all'arancio, al rosso. Se invece viene diminuita l'acidità dell'ambiente la colorazione virerà verso il blu appunto verso il blu. Grazie a questo studio ora è possibile modificare geneticamente in laboratorio il gene che produce il PH5.


Ricerca

 

L'equipe olandese, coordinata dalla Quattrocchi, ha lavorato a stretto contatto e collaborazione con l'Università di Lecce e l'Università di Perugia. Si può considerare quindi una scoperta italiana.


Per ora la ricerca è stata pubblicata nell'ultimo numero della rivista di settore Natural Cell Biology; ora si dovrà vedere chi riuscirà ad averla vinta e brevettare la prima pianta di rose blu.

 

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