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Bambini e parolacce

Quando un bambino comincia a dire le prime parole i genitori provano una grande emozione. Dietro l'angolo c'è però un'insidia: le parolacce. Vediamo come affrontare il problema nel miglior modo possibile.
  Di Pinuccia Carbone

Un bambino già intorno al primo anno di vita, è in grado di pronunciare qualche piccola parola come “mamma”, “papà”, “nanna”. Verso i 18 mesi si impadronisce sempre di più della lingua e imparerà altre parole. Ricordate che un bambino fino ai 3 anni di età, è in grado di imparare anche più di una lingua, diventando poliglotto e parlando ogni lingua con estrema facilità.
Ma se un bambino tarda a parlare, non dovete preoccuparvi. Ve lo dico per esperienza...! Ogni bambino ha i suoi tempi, ed è sbagliato fare paragoni con altri bambini (come spesso purtroppo accade). Sicuramente, il bambino deve essere stimolato il più possibile, ma vi posso assicurare che quando il vostro bambino inizierà a parlare, non smetterà più. E soprattutto, ripeterà tutto ciò che sente, anche quello che non dovrebbe dire....ovvero le parolacce. Ecco perché, in presenza dei bambini è opportuno tenere un comportamento consono, evitando di parlare a sproposito.
Inevitabilmente però, le parolacce prima o poi, le imparerà. È soprattutto quando comincerà la scuola materna che amplierà il suo vocabolario con le parolacce. Le sentirà dire dai bambini più grandicelli, e comunque per lui rappresentano una novità, e trovandosi in una nuova realtà a contatto con gli altri coetanei, ne approfitta, essendo anche lontano da casa.


 

Credits: Foto di @Александра Туркина | Pixabay

 

Ma come deve comportarsi un genitore, se il bambino dice le parolacce anche in casa o in pubblico?
È sicuramente giusto fargli sapere capire che non vanno dette, ma in un tono dolce e calmo, senza arrabbiarvi. È invece inutile predicare bene e razzolare male, nel senso che se voi abitualmente dite le parolacce, non potete poi essere coerenti dicendo al vostro bambino di non dirle. Ricordate che la mamma e il papà sono un esempio importante per il bambino, che ripete tutto sul modello dei genitori. Piano piano il bambino si renderà conto che la parolaccia è sinonimo di trasgressione, proprio perché non c'è l'ok di mamma e papà. Proprio in questo periodo, si divertirà a dire parolacce per gioco, per trasgredire appunto, per provocare.
Crescendo, il bambino imparerà ad usare le parolacce al “momento giusto”. Capirà quindi che possono essere una valida difesa, un modo per reagire e per sentirsi “grandi”. Non insistete al divieto di dire le parolacce, non siate troppo duri nella predica, nella paternale. Rischierete di ottenere l'effetto contrario. Il bambino piccolo, tende a fare le cose al contrario, quindi più gli si dice di non fare e più lo fa!

Ma le parolacce le può imparare anche prima di frequentare la scuola materna. Tra i 2 e i 3 anni, nel periodo in cui toglierà il pannolino e che avrà quindi il pieno controllo degli sfinteri, si sentirà grande e a confronto con questa nuova realtà fisica. Le parolacce (o parole volgari) in questo periodo riguarderanno questa fase ( e quindi dirà “cacca” ad esempio). Lasciatelo fare, è solo un periodo, che poi passerà. Un buon consiglio è anche quello di non lasciarlo davanti alla televisione da solo, né di fargli vedere programmi non adatti alla sua età, sia film sia programmi di intrattenimento, dove purtroppo oggi dire una parolaccia in televisione fa aumentare l'audience.

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