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Perdite in gravidanza: bisogna preoccuparsi?

Può capitare che durante la gravidanza la donna abbia delle perdite: per capire da cosa dipendono e se sono preoccupanti bisogna valutare densità e colore e soprattutto chiedere al proprio ginecologo
  Di Bianca Fracas - PsicoSessuologa

Capita di frequente che le donne che aspettano un bambino abbiano perdite in gravidanza e spesso questa situazione preoccupa la gestante, che teme di avere un aborto spontaneo in corso.
Tuttavia, non sempre queste si associano a una patologia o a un problema, anche se è importante capire da cosa dipendono. In alcuni casi si tratta di simil-mestruazioni, in altri di perdite di colore bianco e altre volte ancora sono marroni. Proprio la consistenza e il colore sono determinanti per capire di che problema si tratta.


All'inizio della gestazione
Molte volte quando le perdite in gravidanza hanno un colore rosso vivo e la donna è alla seconda settimana di gravidanza, ci troviamo di fronte a episodi di spotting. Il sanguinamento è dovuto all'annidamento dell'ovulo, e non è mai accompagnato da dolori.
In altri casi il sanguinamento, poco abbondante, è causato dall'atrofia dei segmenti di endometrio che si sta modificando. Questo flusso, solitamente, si differenzia da quello presente nell' aborto o nella gravidanza extrauterina, per lasua  abbondanza e soprattutto perché non è accompagnato da dolori o contrazioni uterine.

Nella seconda metà della gravidanza
Durante tutta la gravidanza è facile che la donna soffra di leucorrea, una fuorisuscita vaginale di liquido biancastro difficilmente preoccupante.
In altri casi le perdite che compaiono nella seconda metà della gravidanza potrebbero essere causate da infiammazioni della cervice oppure potrebbe trattarsi di distacco della placenta. In quest'ultimo caso, molto raro,  si hanno anche forti dolori di stomaco.

Quando preoccuparsi
Spesso ci possono essere lievi perdite in seguito a rapporti sessuali, visite ginecologiche, pap test o ecografie interne, ma difficilmente sono preoccupanti. In altri casi se sono di colore biancastro possono essere determinate da infezioni come la candida o la vaginosi batterica, che se curate non devono allarmare.
Le perdite in gravidanza, infine, possono dipendere da patologie come polipi e fibromi uterini, comunque non pericolosi, o causate da distacco del sacco gestazionale e minaccia di aborto. In questi casi le emoraggie sono rosse e accompagnate da forti dolori, nausea e capogiri, che però non necessariamente precludono il regolare evolversi della gestazione. È importante essere tempestivi, recandosi al pronto soccorso ostetrico per capire immediatamente di cosa si tratta.

Cosa fare
Quando una donna che aspetta un bambino ha delle perdite dovrebbe comunque parlarne con il proprio ginecologo, che potrebbe prescrivere un esame del sangue per controllare il dosaggio delle Beta HCG. Se i risultati indicheranno qualcosa di “anormale”, solitamente si consiglia il riposo, talvolta associato a terapie a base di progesterone.

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