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Autosvezzamento, una scelta condivisa da molte famiglie

Sono sempre di più le famiglie che scelgono l’autosvezzamento come metodo naturale per introdurre alimenti solidi nella dieta dei neonati, vediamo di cosa si tratta.
  Di Viola Mariani

L’ autosvezzamento, o alimentazione complementare a richiesta, è un approccio che esce dagli schemi dettati dallo svezzamento tradizionale per l’introduzione degli alimenti solidi nella dieta del neonato.
Si basa infatti sul passaggio lento e graduale da una dieta basata esclusivamente sull’allattamento a richiesta (materno o artificiale) all’introduzione dei cibi solidi condivisi con il resto della famiglia.

In questo modo il bambino vive questo momento di transizione in maniera naturale e senza traumi, e i genitori non sono sottoposti allo stress di dover “dare da mangiare” al bambino, a volte contro la sua volontà.

I principi basici dell’autosvezzamento sono la pazienza, il rispetto dei tempi e dei gusti del bambino e la condivisione dei pasti in famiglia sottolienando l’importanza del mangiare insieme non solo dal punto di vista nutrizionale ma nache sociale e culturale.


In pratica come si svolge l’autosvezzamento?
Chi opta per l’autosvezzamento introduce gli alimenti solidi mantenendo il latte come principale fonte di nutrienti. In questo modo si ha sempre la tranquillità che il neonato sta ricevendo tutti i principi nutritivi di cui ha bisogno per lo sviluppo e la crescita, mentre è libero di provare e sperimentare nuovi gusti, consistenze e sapori.
A tavola con il resto della famiglia il bambino, se dimostra interesse, sarà libero di assaggiare piccole quantità delle pietanze che mangiano gli altri. All'inizio, sazio di latte, i suoi saranno solo esplorazioni dettate dalla curiosità, ma poco alla volta il bambino si accorgerà che il cibo può placare la fame e le quantità di cibo cresceranno lentamente.
Nell'alimentazione complementare infatti non sono previsti omogeneizzati o liofilizzati, solo assaggi del cibo dei grandi che può essere tagliato a piccoli pezzetti o lasciato intero affinché il bambino possa afferrarlo con le mani e portarlo alla bocca.
In questo modo tutta la famiglia sarà spronata a seguire un'alimentazione più sana e completa per poter condividere i pasti con i bambini fin da piccoli.


Come si può essere sicuri che il bambino è pronto per l'autosvezzamento?
Per introdurre gli alimenti solidi prima di tutto è necessario rispettare la naturale evoluzione del bambino, aspettando che perda l’istinto di estrusione che gli fa espellere con la lingua ogni solido che introduca in bocca. Questo istinto è tipico del neonato durante l'allattamento e si perde normalmente intorno ai 6 mesi.
Per capire quando arriva il momento adatto per cominciare con l'autosvezzamento dobbiamo poi saper osservare il bambino: se dimostra interesse e curiosità nei confronti di quello che mangia il resto della famigla allora potrebbe essere il momento giusto!
Dovremmo osservare inoltre se il bimbo sta seduto da solo con sicurezza, senza bisogno dell'aiuto di cuscini dietro la schiena.
Se decidete di affrontare il momento di passaggio ai cibi solidi con l'autosvezzamento preparate innanzitutto una serie di bavagli grandi e con protezioni anche per le braccia. Lasciando libero il bambino di sperimentare con il cibo senza imboccarlo infatti è più facile che si sporchi.
Per lo stesso motivo, e perchè il bambino siederà fin dal principio a tavola con i genitori, è meglio preparare un sottopiatto grande per salvare la tovaglia.
Per favorire un buon ambiente familiare cercate di tenere spenta la televisione e di scegliere un orario dove tutti siate presenti a casa.

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