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Aromaterapia in gravidanza, un aiuto dagli oli essenziali

Un modo per diminuire i disturbi più comuni del periodo della dolce attesa può essere quello di darsi ai rimedi naturali: l'aromaterapia in gravidanza ha ottimi effetti, ma fate attenzione agli oli essenziali che utilizzate. Ecco una piccola guida all'uso.
  Di Viola Mariani

La gravidanza è un momento magico e speciale in cui avviene il miracolo della creazione di una nuova vita. Allo stesso tempo però è un periodo estremamente delicato per la futura mamma, visto che ai bruschi sbalzi ormonali si aggiungono le incertezze e i dubbi relative ai profondi cambiamenti a cui si va incontro.

Per ritrovare la tranquillità necessaria per arrivare serenamente al momento del parto puoi ricorrere all’aromaterapia in gravidanza, che ti aiuterà a ritrovare l’equilibrio emotivo e il benessere in generale.

L’aromaterapia è una terapia alternativa naturale, che utilizza oli essenziali estratti in generale da fiori, radici e foglie. Gli aromi, che possono essere aggiunti all’acqua del bagno, bruciati in un diffusore o semplicemente applicati su un fazzoletto o sul cuscino, sono in grado di intervenire sul nostro stato d’animo, in quanto il bulbo olfattivo è in diretto contatto con le cellule cerebrali.

Dal primo al quarto mese di gravidanza
Se usati come oli per il massaggio è meglio stare attenti, soprattutto durante i primi tre mesi, visto che alcuni possono essere irritanti. Durante i primi quattro mesi di gravidanza gli oli raccomandati sono: bergamotto, arancio, melissa o sandalo. Puoi utilizzarli così:


Dal quinto al settimo mese di gravidanza
In questo periodo puoi aggiungere altre essenze alla lista e cominciare ad effettuare alcuni massaggi.


Dal settimo al nono mese di gravidanza
Potete ora inserire a piccole dosi anche oli essenziali di camomilla, salvia, lavanda, rosa e rosmarino. Attenzione però che alcuni oli essenziali sono emmenagoghi, ovvero possono provocare le mestruazioni. Basilico, cedro, maggiorana, issopo, mirra, rosmarino, salvia, camomilla e lavanda vanno evitati, soprattutto durante i primi mesi, e anche nel secondo e terzo trimestre vanno usati con cautela e a piccole dosi.
Oli come quello di limone o di cedro invece possono macchiare la pelle con l’esposizione al sole. Attenzione quindi a non esporvi dopo l’applicazione su viso, collo e mani.

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