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I tatuaggi: belli, ma difficili da accettare sul luogo di lavoro

La moda dei tatuaggi è dilagante, ma lo è altrettanto l'attenzione di chi seleziona per un lavoro che spesso opta per assumere chi il tatuaggio non c'è l'ha.
  Di Alessandra Mallarino

I tatuaggi possono essere scelte che seguono la moda del momento, almeno per noi occidentali, lontani da simboli e valori tribali e di etnie quasi ancestrali. Però la scelta di farsi tatuare può diventare in qualche modo vincolante, se dall'altra parte chi svolge la mansione di selezionatore del personale non vede di buon grado tale scelta.

Se il tatuaggio è localizzato in una parte del corpo molto visibile potrebbe ostacolare un'assunzione che, di questi tempi, è davvero rara, vista la crisi. Tutto ciò emergerebbe da uno studio presentato al British Sociological Association conference on work, employment and society di Warwick, nel Regno Unito. Il prof. Andrew R. Timming, che ha condotto questo studio presso la scuola di Management dell'Università di St Andrews, in Scozia, sosterrebbe che il tatuaggio ridurrebbe le chances per trovare un lavoro. I datori di lavoro assocerebbero una valenza negativa a questa “forma d'arte” e dunque preferirebbero scegliere giovani con esperienza e devozione verso la mansione ricercata, ma senza la pelle con disegni e segni particolari.

Tatuaggi e lavoro
Manager e tatuaggi
Timming e il suo team hanno intervistato 15 manager di azienda, tra i 30 e i 60 anni, responsabili delle assunzioni presso diverse società, tra cui alberghi, librerie, banche, enti pubblici, università e persino carceri. La maggioranza degli intervistati ha giudicato inaccettabile la presenza di uno o più tatuaggi sul corpo del candidato.


Come viene giudicato un tatuaggio
Il tatuaggio è stato associato ad una persona “poco pulita”, sia nel senso dell'igiene personale sia a livello sociale, cioè magari con un passato o un presente poco raccomandabile. Ciò che preoccupava di più i manager era il pensiero dei loro clienti davanti ad un collaboratore con dei tatuaggi e la conseguente paura di perdere magari il giro di affari.
Tra gli aggettivi più utilizzati dai manager per descrivere un ragazzo o ragazza tatuati ecco l'elenco: aberranti, ripugnanti, sgradevoli e disordinati.

Tatuaggi e lavoro
Tatuaggio nascosto
Diverso invece il valore e la valenza di un tatuaggio nascosto, come si dice “occhio non vede cuore non duole”. In effetti i manager si sono dimostrati meno severi e rigidi se il tatuaggio occupava una parte del corpo non particolarmente visibile e quindi anche meno giudicabile dalla gente. I tipi di tatuaggio più accettabili sono risultati quelli con fiori, farfalle, cuori e simboli pacifici; quelli meno graditi risultano essere quelli rappresentanti teschi, ragnatele, simboli di morte ecc.


La visione degli anziani
Più il manager è anziano, maggiore è l'ostracismo nei riguardi di questo argomento, cosa per altro abbastanza ipotizzabile.
A voi giovani desiderosi di un tatuaggio l'ardua sentenza.

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